Veneto

No a Draghi, fuori Maniero e Spessotto

Se “Dibba” ha abbandonato Grillo dopo il voto su Rousseau che ha spalancato le porte all’ingresso del M5s nel governo Draghi, Alvise Maniero ha atteso le 20,08 di giovedì 18 febbraio per dire addio al Movimento e giurare eterna fedeltà all’avvocato Conte. Niente poltrone da sottosegretario, meglio l’opposizione. In compagnia di Arianna Spessotto, altra deputata ribelle di Venezia, mentre il padovano Raphael Raduzzi si è astenuto. Le truppe hanno infranto la strategia del dialogo del ministro Federico D’Incà, che ha chiesto coerenza e responsabilità: l’appello alla collaborazione lanciato dal presidente Mattarella va raccolto nell’interesse supremo dell’Italia che deve uscire dalla pandemia Covid. Niente da fare. Roberto Fico ha concesso un minuto a testa ai 17 “dissidenti”: cosa si può dire in un flash dopo la maratona oratoria iniziata alle 9 del mattino? Alvise Maniero, eterno enfant senza cravatta, ha rilanciato il suo anti-europeismo a Draghi: «In questo oceano di sì, penso le sia più prezioso e raro il mio no, che ricorda chi si aspetta una ricetta diversa per affrontare la crisi rispetto a quella che lei ha scritto nero su bianco nel 2011 quando guidava la Bce. Una lettera breve in cui si proponeva la privatizzazione dei servizi pubblici, il taglio degli stipendi e delle pensioni. L’hanno ascoltata. Ma è andata male e non si è ridotto il debito. Queste cose lei non le farà subito, ma diventerà garante di quelle regole di convergenza fiscale europea che ci porteranno lì. Ho il dovere di dire no e ricordare che c’è un’alternativa» ha detto.

Addio Grillo

Ora che accadrà? Il divorzio con Grillo e Casaleggio è già scritto. Come per i “ribelli” del Senato. L’ex sindaco di Mira, 35 anni, laurea in Scienze politiche e ottimo inglese, il guanto di sfida a Vito Crimi l’ha lanciato una settimana fa su Facebook. E di fronte alla minaccia dell’espulsione immediata per alto tradimento alla causa grillina, ribatte tranquillo: «Crimi, reggente in deroga scaduto ieri, in questi mesi ha fatto una marea di dichiarazioni. No Renzi, sì Renzi, no Draghi, poi sì Draghi. Oggi tocca a Sì espulsioni. Non so se siano irrevocabili come l’euro di Draghi. In ogni caso, le minacce di Crimi non risolvono gli errori che sempre più parlamentari, attivisti (e soprattutto elettori, direi) segnalano». «Semmai confermano che è sempre meno rappresentativo. Veramente, avevo già ribadito che stasera voterò No. Per carità, poterlo fare contro le irreversibili minacce di Crimi è tutto un valore aggiunto, ma non serviva davvero scomodarsi tanto con gli incentivi. Era stato sufficiente proporre il governo smorgasbord e l’imperatore Palpatine per convincermi».

Di Maio

Ci vuole passione per le guerre stellari per capire le metafore di Alvise Maniero, cresciuto con Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro, i due strateghi del Conte 1 con Salvini agli Interni: lotta al Mose, all’inceneritore di Fusina, appoggio incondizionato ai comitati dei truffati di Bpvi e Veneto Banca. Guerra totale alle direttive Bce e difesa del sovranismo. Storia sepolta nel giro di tre anni. Sindaco a 26 anni con Orietta Vanin assessore nella giunta a Mira, insieme sono approdati in Parlamento: lui alla Camera in commissione Finanze, lei al Senato nella commissione Cultura. La Vanin è un’insegnante e mercoledì era in missione, assente giustificata e quindi nessuno può sapere se avrebbe votato contro Draghi: lei resta nel M5s e non segue la pattuglia guidata da Barbara Lezzi che ha arruolato 15 “ribelli” a palazzo Madama.

Alla Camera

Alla Camera, invece, i grillini veneti marciano in ordine sparso: dopo Maniero, anche Sara Cunial dice no a Draghi. La deputata no vax vicentina espulsa dal M5s per un convegno non autorizzato alla Camera, ieri in aula ha ribadito tutta la sua sfiducia alla scienza: «I vaccini sono pericolosi». La libertà di pensiero e parola consente persino l’elogio della follia. Pesa anche il no di Arianna Spessotto, così motivato: «Gli attuali vertici del M5s hanno imboccato una strada senza ritorno, che va in direzione opposta a quella del progetto a cui aderii 15 anni fa! Non è stata una scelta semplice quella di oggi, me ne assumerò tutte le responsabilità, ma io non sento di aver tradito i valori del M5S». Anche lei verrà espulsa. Per Jacopo Berti, presidente dei probiviri, si annuncia un week end i fuoco.

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