Veneto

No Vax nella sanità. Crolla il numero di medici “obiettori”

Completata la seconda ricognizione nei luoghi di cura e di assistenza, espletati i tentativi di moral suasion, verificata infine la corrispondenza tra offerta e diniego, la sanità del Veneto ha iniziato l’invio delle diffide legali a quanti tra gli operatori – medici, infermieri, oss ma anche amministrativi e tecnici – rifiutano la vaccinazione senza motivazioni plausibili. Un cambio di marcia dettato dal Decreto Covid del primo aprile, che prevede l’obbligo vaccinale per chi svolge attività nell’ambito sanitario, sociosanitario e socioassistenziale in un circuito (pubblico e privato) che include ospedali e poliambulatori, distretti e consultori, farmacie e studi professionali.

Sospensione dall’attività

L’obiettivo dichiarato – tutelare dai rischi del virus pazienti, utenza e colleghi – fa sì che le sanzioni agli inadempienti previste dall’articolo 4 del testo legislativo siano severe: sospensione dall’esercizio della professione e dalla retribuzione in attesa dell’assolvimento vaccinale (e comunque fino al 31 dicembre 2021) o, «se possibile», reimpiego del lavoratore «a mansioni equivalenti o inferiori con il trattamento economico corrispondente». Non proprio una prospettiva allettante. «Farsi vaccinare o meno è un diritto ma lo è altrettanto quello di cambiare mestiere. Nessuna volontà persecutoria ma non affideremo mai reparti di persone malate a chi, potenzialmente, può trasmettere loro l’infezione», commenta il direttore della sanità Luciano Flor. Che guarda con soddisfazione al calo crescente dei No Vax rispetto alla prima fase della campagna.

Over 60 cercasi

«All’inizio contavamo circa 6 mila obiettori, poi sono scesi a cinquemila, da alcune settimane il numero sta crollando e registriamo un sacco di adesioni, soprattutto tra i medici. Forse hanno concorso il timore delle conseguenze e le bocciature dei ricorsi in tribunale, ma voglio credere che l’opera di sensibilizzazione svolta non sia stata inutile». Chi riceve la diffida ha cinque giorni di tempo per le controdeduzioni – ad esempio documentando situazioni cliniche personali che sconsigliano la somministrazione dell’antivirale – e nel caso di persistente rifiuto «ideologico» il copione previsto è quello citato. Un ulteriore capitolo, poi, investe gli over 60 ancora privi di immunizzazione: il generalissimo Paolo Francesco Figliuolo, commissario all’emergenza Covid, sprona le amministrazioni regionali a “braccarli” casa per casa, scorgendo in questa smagliatura un fattore di pericolo. Nel Veneto le donne e gli uomini privi di vaccino e di età superiore ai sessant’anni (circostanza che li espone seriamente al rischio di contagio e malattia) sono 166. 523 su una coorte complessiva pari a 1.470.682 e Azienda Zero fa sapere che le Ulss li sta contattando a decine di migliaia per comprendere se si tratti di svista, impossibilità materiale o scelta ponderata.

La rivincita di Johnson&Johnson

«Non abbiamo grandi preoccupazioni al riguardo», afferma Flor «gli over 60 possono vaccinarsi attraverso a tre canali: quello dedicato, le prenotazioni per fragili e vulnerabili e l’accesso diretto, in ogni hub e senza preavviso, con monodose di Johnson & Johnson: ogni giorno 1.500-1.800 sessantenni usufruiscono di questa opportunità. Perciò sono convinto che in tempi brevi la copertura auspicata sarà raggiunta».

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