Veneto

Non solo l’8 marzo

8 marzo, festa delle donne. In Italia c’è una legge che impone la parità salariale tra uomo e donna. Ma se si confronta la retribuzione oraria lorda tra uomini e donne, trasversale ai vari settori dell’economia, si scopre un divario retributivo del 5,5%. Un gap che sale fino al 43,7% se si ragiona in termini di salario annuale medio percepito da donne e uomini.

La stima

Una stima presentata nel rapporto sul gender gap salariale, pubblicato nel novembre 2017 dalla Commissione Europea, che tiene conto dei tre principali svantaggi affrontati dalle donne: 1.retribuzione oraria inferiore; 2.meno ore di lavoro retribuito; 3.minore tasso di occupazione, che in Italia è fermo al 49% contro una media Ue del 62%. I dati relativi al mercato del lavoro dicono in modo inequivocabile che c’è ancora parecchia strada da percorrere verso il traguardo dell’uguaglianza di genere e delle pari opportunità. Ma ci sono altri numeri ad allarmare in maniera drammatica, quelli relativi alla violenza di genere. Una tragica contabilità quotidiana se sommiamo ai casi di femminicidio anchegli innumerevoli episodi di stalking e di violenza domestica, in molte occasioni non denunciati.

L’iniziativa

Proprio per tenere desta l’attenzione sul tema, venerdì 22 marzo l’Associazione Passaggi a NordEst – www.passaggianordest.it – darà seguito alla campagna “Mai più!” lanciata ad ottobre 2018 promuovendo il convegno dal titolo significativo “Donne al centro: Non più bersaglio ma risorsa.” L’incontro si terrà dalle 14:30 nell’Auditorium di M9, il nuovo polo culturale nel centro di Mestre. La partecipazione è libera e gratuita. Sarà necessario solo registrarsi al seguente link: http://donnealcentro.passaggianordest.it

Il Governo

Nel 2017 il Governo ha approvato e adottato un nuovo piano strategico nazionale antiviolenza, di durata triennale. Il documento ripropone i tre assi strategici (prevenzione, protezione e sostegno, punizione) individuati nella Convenzione del Consiglio d’Europa – la cosiddetta Convenzione di Istambul – che ha definito la violenza nei confronti delle donne una grave violazione dei diritti umani. Ma se sul fronte normativo e legislativo i progressi sono evidenti, è sul fronte culturale che lo sforzo deve essere ancora maggiore. Impegno che può tradursi anche in azioni compiute come le 5 proposte concrete che l’Associazione Passaggi a NordEst presenta nella sua campagna http://www.passaggianordest.it/index.php/mai-piu …per andare oltre l’8 marzo.

Massimo Mescalchin

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