Veneto

Nuova stretta per l’Italia

Uno squarcio arancione, solo oggi, poi altri due giorni in rosso. Quindi, dal 7 gennaio, un provvedimento ponte per arrivare al 15, cioè alla data di scadenza dell’ultimo Dpcm uscito da Palazzo Chigi. La certezza è che da giovedì non potremo ripartire al massimo e riaprire tutto, perché la curva dei contagi non si è ancora abbassata come gli esperti si aspettavano, anzi. Potrebbe farlo da qui a metà mese, almeno questo è l’auspicio, raccogliendo i frutti di queste settimane di semi-lockdown natalizio.

I dati

Il bollettino di ieri ha segnato 14.245 nuovi casi con 103mila tamponi e 347 morti, il tasso di positività è sceso al 13,8%. Ancora non basta. E allora le proposte in campo sono due: quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio (arancione nei feriali e rossa nel weekend), oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare i colori per la settimana seguente. Il nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità è previsto tra giovedì e venerdì.

Il provvedimento

Il provvedimento conterrà comunque misure che saranno applicate a livello nazionale, aldilà del sistema delle fasce, ed è stato illustrato alle Regioni, che potrebbero fare il loro assenso fin da subito. Da parte del governo c’è comunque l’intenzione di scrivere un’ordinanza che sia il più possibile condivisa. Ieri sera il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ne ha anticipato lo spirito ai presidenti delle Regioni in videoconferenza. Nelle stesse ore si confrontavano a distanza gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, perché sarà ancora il loro parere a pesare sulle prossime decisioni. Compresa quella di far riprendere le lezioni in presenza, che in realtà sembra ormai definita: il premier, Giuseppe Conte, ancora ieri l’ha confermata per giovedì, al 50%, nelle scuole superiori.

Regioni bloccate

Tra i punti fermi, sembra esserci il divieto di spostamento tra Regioni, da prolungare fino al 15 gennaio, a meno che non ci siano motivi di salute, lavoro o necessità. Il prossimo fine settimana, inoltre, tutta l’Italia sarà arancione (chiusura di bar e ristoranti e spostamenti vietati anche tra Comuni diversi), a prescindere dal colore attribuito alle singole Regioni. Perché, altro punto sicuro, resterà il sistema delle fasce colorate a seconda dei diversi indici di contagio nei territori. Ma appunto, sarà affiancato da ulteriori regole nazionali per evitare il “liberi tutti”.

Rt e Italia arancione

Tra l’altro, con l’ordinanza allo studio si andranno a rivedere i meccanismi che portano all’inserimento nelle differenti aree cromatiche, seguendo livelli più bassi dell’indice di contagio Rt: la zona arancione scatterà con soglia di contagio dell’1 e non più dell’1,25; quella rossa sarà disposta con soglia dell’1,25 e non più dell’1,50. Entro venerdì saranno decise le nuove fasce di rischio e ci sono alcune Regioni che vanno verso la zona arancione. Le prime indiziate sono Calabria, Liguria e Veneto. Ma “ballano” anche Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia e Marche. Il resto d’Italia dovrebbe invece essere giallo, compreso l’Abruzzo che prima delle festività era arancione.

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