Veneto

Nuovo balzo di contagi Covid nel Veneziano

Continuano a crescere i contagi nella provincia di Venezia. Gli indicatori potrebbero regalarci la zona arancione prima di Pasqua, eppure i numeri di giovedì  indicano chiaramente che non è ancora il momento di abbassare la guardia. Nelle ultime 24 ore sono emersi infatti 391 nuovi contagi, che fanno salire a 6.130 il totale delle persone attualmente positive. Sono 310 i posti letto occupati tra gli ospedali e le strutture territoriali, di cui 36 nei reparti di Terapia intensiva. Al Covid hospital di Dolo, solo in mezza giornata sono stati contati sei nuovi ricoveri in area medica. A dirlo è come sempre il bollettino quotidiano fornito da Azienda Zero.

In comune

Intanto giovedì si è registrato un piccolo focolaio nell’ufficio dello Stato civile del Comune di Venezia, dove sono emersi due contagi. Gli altri colleghi, sottoposti a tampone, sono risultati negativi. Per questo il servizio proseguirà senza interruzioni.

I vaccini

Il fronte caldo è naturalmente quello vaccinale. I prossimi protagonisti del piano dovrebbero essere i dipendenti comunali, i lavoratori di Veritas e Atvo (alcuni dei quali sono già stati vaccinati nel Veneto orientale), Actv e Vela. Per questo servono i vaccini, ma servono anche i vaccinatori. Con il bando della Protezione civile, nell’Usl 3 sono arrivati appena 26 infermieri. Motivo per cui l’azienda sanitaria ha in programma di emettere un nuovo bando, nelle prossime settimane, per reclutare nuovi infermieri. Questi da un lato lavoreranno per portare avanti la campagna vaccinale e, dall’altro, per non lasciare sguarniti gli altri servizi. Intanto la campagna procede per gli operatori scolastici e universitari, le forze dell’ordine, i dipendenti dei servizi funebri, i volontari della Protezione civile e i lavoratori del mondo della giustizia. Ma rimangono esclusi, per il momento, gli avvocati.

Giuseppe Sacco

«Pur non risultando comprensibile che nel medesimo comparto la Regione abbia inteso procedere non in modo uniforme, è opportuno ribadire che, allo stato, gli avvocati non sono ricompresi nel piano vaccinale della Regione e, pertanto, ogni richiesta di prenotazione che non sia supportata da motivazioni diverse dall’iscrizione all’albo degli avvocati deve ritenersi non legittima» spiega il presidente dell’Ordine, Giuseppe Sacco. «Si auspica che l’iniziativa di pochi non ricada sull’intera categoria che, conscia della propria funzione sociale, attende il proprio turno senza sopravanzare su persone anziane, malati e ai più fragili che ancora in gran numero non sono stati vaccinati».

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