Veneto

Occhiobello, il fallimento del Mercatone Uno

Occhiobello. Anche a Occhiobello arriva la scure del fallimento del Mercatone Uno, la storica azienda di casalinghi e mobili. Ma i dipendenti di Occhibello non chinano supinamente la testa alla volontà della proprietà: venerdì 31 maggio hanno organizzato un presidio presso lo stabilimento di via Eridiana.

Occhiobello fallimento Mercatone Uno

Il presidio

Lo scorso 31 maggio i lavoratori di via Eridiana hanno organizzato un presidio per esprimere sconcerto e preoccupazione e unirsi ai colleghi che in tutta Italia stanno vivendo questa terribile situazione. Situazione dovuta al fallimento della società che aveva acquisito il marchio Mercatone Uno.

Occhiobello fallimento Mercatone Uno

La politica

A Occhiobello si sentono gli effetti del fallimento del Mercatone Uno. Ma anche la politica è presente alla manifestazione dei lavoratori. Il neo sindaco di Occhiobello, Sandra Coizzi, ha fatto delle promesse ai lavoratori.

«Studierò questa situazione e incontrerò sindacati e dipendenti per acquisire più notizie possibili. Voi siete quello che la società deve difendere. Vogliamo dare un sostegno concreto alle vostre istanze».

Occhiobello fallimento Mercatone Uno

Una proposta concreta

Dopo le parole di solidarietà ai lavoratori, segue una proposta concreta. «Prenderò contatto con tutti i sindaci dei Comuni dove sono presenti stabilimenti della società per interagire e valutare soluzioni comuni».

Interviene anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari. «Sono qui per trasmettere tutta la vicinanza e l’impegno della Regione verso questa situazione. Abbiamo richiesto che venga accelerata la procedura per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Il lavoro è indubbiamente la cosa più importante per ogni persona ed è la priorità, questi strumenti vanno adottati prima possibile».

I sindacati

Nel pomeriggio di giovedì sindacati e lavoratori avevano avuto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, concluso però con un nulla di fatto.

Franca Beggiao di Filcams Cgil aveva ribadito: «Ad oggi si attendevano risposte dal MISE, ma non c’è stato alcun riscontro. I lavoratori, non coperti da ammortizzatori sociali, si trovano in una grave crisi economica. La priorità è la cassa integrazione straordinaria, ma ancor più importante è riaprire la struttura. Ancora una volta il Polesine si trova ferito da una grave crisi. È ormai necessario un tavolo di crisi in Regione Veneto».

Anche Marco Bodan, Segretario di Fisct Cisl, è sulla stessa linea. Ferma la sua richiesta. «Si acceleri la procedura per la cassa integrazione a sostegno dei lavoratori».

I Consiglieri Comunali

Al presidio presenti anche diversi consiglieri comunali, tra i quali Marcello Cauduro, Elisa Gessi, Irene Bononi, Davide Valentini. Proprio Valentini interviene: «È una situazione complessa, siamo vicini a tutti i lavoratori. L’unica strada è quella del dialogo con la Regione Veneto. Come Lega di Occhiobello, siamo disponibili a sostenere questo percorso».

In conclusione interviene anche la Bonomi. «Il marchio Mercatone uno è nato proprio qui ad Occhiobello. È importante difendere 40/50 posti di lavoro a cui va aggiunto l’indotto, ma anche la storia economica del nostro territorio».

La “questione Mercatone” è oggetto anche dell’incontro organizzato dall’assessore Donazzan a Venezia proprio ieri, giovedì 6 giugno. È importante, come dice la Bonomi, fare di tutto perché un marchio importante come Mercatone Uno continui a produrre ricchezza e sicurezza per le famiglie del Polesine. La politica non può stare a guardare.

Pierfrancesco Divolo

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