Veneto

Occhiobello, il Po nella morsa della siccità

Il grande fiume è asciutto come d’estate: Coldiretti lancia l’allarme

Occhiobello (RO). Pochi giorni fa vi avevamo raccontato delle anomalie del clima, che hanno causato notevoli problemi ai molluschicoltori del Delta del Po. A distanza di qualche settimana la situazione metereologica non è cambiata e a farne le spese è il fiume Po. La siccità prosegue ormai da mesi e, salvo un po’ di pioggia nei giorni scorsi, non accenna ad attenuare la sua morsa. Per chi vive quotidianamente il fiume e per Coldiretti la situazione è davvero critica.

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Il Po in secca

Ad Occhiobello, come anche a Merlara e Bergantino, gli sguardi si volgono preoccupati verso le golene e gli argini del Po.

A preoccupare in questi giorni è la risalita del mare che comporta l’elevazione del cuneo salino. Un fenomeno conseguenza della siccità che si sviluppa spesso in prossimità delle aree fluviali. A causa del cuneo salino, le acque dolci del fiume diventano acque ad elevata densità di sale. Con conseguente difficoltà di prelevare acque dolci e di irrigare il territorio.

La voce dei vogatori

Ecco quindi che fa sentire la sua voce Elio Faccini, per tutta la vita traghettatore nel grande fiume, grande conoscitore del Po e figura storica nella golena di Santa Maria Maddalena. «Stiamo assistendo ad un fenomeno inedito in questo periodo dell’anno, caratterizzato di solito da forti piogge che danno una boccata d’ossigeno a tutto l’ecosistema che ruota attorno al fiume».

«Le poche precipitazioni piovose – continua Faccini – hanno avuto una ricaduta negativa sul Po e sul livello dell’acqua. È veramente urgente che nei prossimi giorni venga a piovere  con più intensità per dare respiro al fiume, che ora presenta ampie aree di sabbia emersa». 

«Molti anziani che vivono il Po – spiega Faccini – usano semplici riferimenti per capire lo stato di crisi del fiume, specialmente in estate. Ci sono dei punti di riferimento come le macerie sul vecchio ponte di Santa Maria demolito durante la seconda guerra mondiale. Alcuni massi e resti di travi metalliche segnano il livello dell’acqua. Ora il livello è davvero criticamente basso».

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L’allarme di Coldiretti

Al momento, la scarsa pioggia e la ancora più scarsa neve rendono il Po secco come in estate. Lo conferma anche uno studio realizzato da Coldiretti su scala nazionale. La siccità si riflette oggi sulle percentuali di riempimento dei laghi, davvero bassissime: 33% del Lago Maggiore, 15% del Lago d’Iseo, 9% del Lago di Como.

E tutto ciò a causa del mese di febbraio più secco degli ultimi anni.

La mancanza di acqua preoccupa Coldiretti: le riserve idriche mancheranno nei mesi in cui le piante avranno bisogno di crescere.

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La primavera anticipata

Un inverno siccitoso che è preoccupante conferma dei cambiamenti climatici in corso in tutto il pianeta, di cui il rapido passaggio dal maltempo alla siccità è un sintomo.

Coldiretti evidenzia che il caldo anticipato di febbraio ha mandato la natura in tilt. Cipressi e mandorli sono già da molto in fiore. La “finta primavera”, però, ha “ingannato” le coltivazioni ,favorendo un risveglio che le rende particolarmente vulnerabili al ritorno del freddo.

Di conseguenza gli esperti prevedono danni a tutta la filiera produttiva.

Gli effetti – spiegano da Coldiretti – si fanno già notare sugli ortaggi dove è saltata ogni programmazione dei raccolti di broccoli, cavoli, prezzemolo, finocchi, cicorie e bietole, già prematuramente maturate.

Un ulteriore problema

Ma la primavera anticipata non confonde solo coltivazioni e coltivatori. Un problema in più, considerano da Coldiretti, è costituito dai possibili incendi fuori stagione, con un aumento su base nazionale di oltre il 1200% rispetto ai primi mesi del 2018.

E così, l’auspicio di avere nei prossimi mesi un clima più regolare si legge negli occhi di Elio Faccini, sereno guardiano del Po. Che lancia un monito: «il fiume fa parte del nostro territorio e va rispettato».

Pierfrancesco Divolo

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