Veneto

Oltre 6.600 i focolai attivi

Del totale dei posti letto di terapia intensiva disponibili negli ospedali veneti, il 12% è occupato da pazienti Covid; considerando gli altri reparti, il 14%. Ma c’è più di una probabilità su due che i dati relativi alla rianimazione raggiungano il 30% e quelli relativi alle altre aree mediche il 40%. Lo certifica il monitoraggio settimanale (dal 26 ottobre all’1 novembre, con dati aggiornati a lunedì) della cabina di regia in seno al ministero della Salute, in un documento che mette a confronto i dati-indice delle 20 regioni italiane. Probabilmente tra i 21 indicatori che hanno motivato la suddivisione nelle tre celebri zone rosse, arancioni e gialle. Per questo in Veneto, nonostante l’Rt (l’indice di contagiosità) a 1,57 che colloca la regione in uno scenario di tipo “4”, il rischio viene considerato “moderato” e, in ogni caso, mai alto per tre o più settimane.Ma la cifra che più rassicura è appunto quella relativa all’occupazione dei posti letto. Parlando della rianimazione, meglio fa solo la Basilicata, che però non deve sopportare lo stesso carico di positivi del Veneto. Ma a un “secondo posto” ne corrisponde un penultimo, vale a dire la percentuale dei tamponi positivi nel totale dei processati. Secondo il report settimanale di Azienda zero, nella settimana qui considerata, questi erano il 19,2%, vale a dire uno su cinque.

L’analisi

Fornisce una cifra ancora più preoccupante il Ministero, che pur esclude i tamponi eseguiti all’interno delle attività di screening e di re-testing. Del totale dei tamponi eseguiti, il totale dei positivi schizza al 32,7, la percentuale più alta d’Italia dopo la Valle D’Aosta. Infine, un dato estremamente interessante è quello relativo ai focolai, considerati tali a partire da due sole positività. Dato interessante, sì, ma allarmante, indicando che attualmente è attivo esattamente il doppio di tutti i cluster già estintisi da febbraio a fine ottobre. Sono 6.652 i focolai tuttora attivi, di cui 3.080 contati nei sette giorni in questione; 3.347 quelli già spenti.

I nuovi casi

Parlando dei nuovi casi registrati slegati da qualsiasi cluster, questi sono 3.174. In pratica, c’è una possibilità su due che, a partire da un contagio, se ne registri un altro all’interno di uno stesso ambiente (familiare o lavorativo, ad esempio).Passando a uno sguardo dal minor respiro, ieri è stata l’ennesima giornata nera per la diffusione del contagio, in Veneto, con la registrazione di ulteriori 3.369 casi e 45 decessi. Cifre che proseguono da giorni con poche variazioni, certificando lo sgretolarsi di una teoria che accompagnava l’avanzare della seconda ondata: i tanti casi, ma i pochi decessi e ricoveri. A proposito di ricoveri, ieri si è segnato l’abbattimento dell’ennesimo record, con l’occupazione di 1.827 posti letto nei reparti non critici (malattie infettive e pneumologia), vale a dire 78 in più rispetto al giorno prima; mentre salgono di 10 unità i ricoveri in terapia intensiva, fino al totale di 221 posti letto occupati. Stabili gli isolamenti: ieri erano 17.681.

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