Veneto

Operazione antidroga a Mestre. Fermate più di 100 persone, molti minorenni

Una vasta operazione antidroga è stata eseguita da parte dei carabinieri di Venezia tra Italia, Spagna e Austria con 20 arresti di appartenenti ad un’organizzazione formata da italiani, moldavi, ucraini e albanesi. Contestualmente i militari dell’Arma stanno procedendo anche all’esecuzione del sequestro preventivo, ai fini della confisca per equivalente, di beni mobili e immobili, per un valore complessivo di circa un milione di euro.

L’indagine svolta tra condotta aprile 2017 e l’aprile 2018, ha consentito di acquisire concreti elementi indiziari su un gruppo criminale ben strutturato dedito all’importazione dalla Spagna di ingenti quantitativi di marijuana e hashish, per un volume complessivo stimato di circa 200 chilogrammi, poi smerciati nell’hinterland veneziano, nonché nelle province di Padova, Vicenza e Treviso, anche in prossimità di istituti scolastici, soprattutto tra i minorenni.

Un centinaio di minorenni sentiti a verbale da carabinieri e polizia locale, ragazzini che per alcuni anni hanno comprato marijuana e hashish da un gruppo di spacciatori composto da italiani, romeni, albanesi e ucraini. Droga che veniva spacciata anche davanti alle scuole e che proveniva dalla Spagna, con viaggi che avvenivano ogni due settimane. Poi la grande retata che ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari, a carico di altrettanti persone di nazionalità italiana, romena, ucraina e albanese. Altre quattro persone non sono state trovate.

Tutti devono rispondere del reato di “traffico di sostanze stupefacenti in concorso”, con l’aggravante della cessione a minori. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Mestre iniziate da una relazione alla Procura della Repubblica di Venezia della polizia locale di Mira hanno portato gli investigatori nelle province di Venezia, Padova, Treviso e Vicenza, nonché in Spagna e in Austria. Sono stati individuati due canali di rifornimento dello stupefacente. In Spagna la marijuana veniva prodotta all’interno di serre, con luce artificiale, nascoste in capannoni industriali. La droga, con un principio attivo molto elevato, è risultata particolarmente gradita ai consumatori finali tanto da farla prediligere a quella albanese. Le forniture giungevano nei depositi, realizzati dai trafficanti, ad Abano e a Selvazzano da Almeria con corrieri che utilizzavano i bus di linea, nascondendo la droga all’interno dei bagagli e da Malaga con corrieri che partiti dalla Germania, con autovetture di lusso, nascondevano lo stupefacente in doppi fondi creati ad hoc. Si trattavano di persone insospettabili che viaggiavano vestite elegantemente e con le sacche da golf.

I due luoghi fondamentali del traffico erano Santa Maria di Sala dove vive la coppia di romeni che riforniva gli spacciatori del Veneziano e Selvazzano dove facevano base gli spacciatori padovani e dove c’era il deposito del gruppo. Qui, nelle case di due italiani, arrivava la droga dalla Spagna. Il gip di Venezia David Calabria accogliendo le richieste del pm Giorgio Gava, titolare delle indagini, ha disposto il sequestro preventivo.

C.C.


“exozero1"

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