Veneto

Ospedali veneti: occupare ogni spazio

«Bisognerà occupare i Covid hospital al massimo della capacità, arrivando a utilizzare ogni spazio a disposizione idoneo per la degenza, nel rispetto degli standard assistenziali». È il primo punto di una delibera regionale firmata il 18 dicembre e inviata ai direttori generali delle aziende sanitarie venete. Documento che indica in una settimana il limite massimo entro il quale il Veneto dovrà entrare nella “Fase 5A” dell’emergenza, con l’aggiornamento del “piano emergenza autunno”.

Le usl

Concretamente, le singole Usl avranno tempo fino al 29 dicembre per riorganizzare i propri ospedali e comunicare all’area sanità e sociale della Regione il dettaglio dei posti letto di area non critica da attivare in ciascuna struttura. Saranno mille in terapia intensiva e 3.600 in area medica. Ma, se questa ulteriore dimostrazione di forza non dovesse bastare, all’occupazione del 70% dei posti letto si procederà con l’attivazione della Fase 5B, e poi della C, fino a un totale di 7 mila posti letto Covid. Due i fari che illuminano la “ristrutturazione” della rete ospedaliera: l’implementazione dei posti letto Covid e la totale sospensione dell’attività ordinaria nelle strutture hub. In pratica, il Covid da una parte; tutto il resto, altrove. La potenza di fuoco degli ospedali regionali, nella prossima fase raggiungerà i 4.600 posti letto per degenti Covid. Appunto, mille in terapia intensiva (compresi i 176 che saranno riconvertiti dalla sub-intensiva) e 3.600 in area medica.

Le province

Le Usl padovane godranno quindi di un totale di 222 posti letto di rianimazione e di 744 di area medica; questi saranno rispettivamente 156 e 644 nel Veneziano; 120 e 462 nel Trevigiano; 43 e 172 nel Bellunese. La nuova fase si articola in diversi punti. Oltre all’occupazione dei Covid hospital al massimo delle loro capacità, ogni stanza singola dovrà essere riconvertita in doppia, «nel rispetto dei requisiti minimi strutturali, impiantistici e tecnologici». Bisognerà poi dedicare ulteriori ospedali esclusivamente ai pazienti Covid, che necessitano di ricovero in una struttura per acuti, mantenendo almeno due ospedali nell’Usl provinciale con meno di 50 pazienti Covid. Quindi, servirà accentrare in un unico ospedale le diverse discipline. Ancora, integrare le funzioni dei privati accreditati destinandoli alla cura dei pazienti urgenti non Covid o, al contrario, Covid. Infine, far convergere tutte le urgenze verso l’hub di riferimento.

Attenzione a Belluno

Il tutto avverrà per gradi. Se non dovesse bastare, i posti letto di area critica saranno implementati ulteriormente: fino a 4.800, nella fase 5B; fino a 6 mila nella fase 5C. Con parallela riduzione dei posti letto non Covid negli ospedali hub della Regione. Saranno 70 i ricoveri extra Covid per pazienti provenienti da altre Usl possibili a Mestre e a Treviso, 300 a Padova. Nessuno, sembra, a Belluno. «Questo significa ennesima riorganizzazione delle strutture col personale che dovrà riadattare reparti e servizi» commenta Daniele Giordano della Funzione pubblica di Cgil.

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