Veneto

Padova prima città a bloccare le diesel euro 4

Padova – Il blocco è stato rimosso da poco in quanto già nella giornata di martedì i valori sono tornati sotto soglia.
Fase “arancio” dunque, solo a Padova, in questi giorni. È verde Torino, verde Milano, verde Bologna come Belluno. Sono verdi anche Brescia, Reggio Emilia e Venezia. L’unica macchia gialla-arancione, in tutta la Pianura Padana, è quella di Padova. Cinque giorni consecutivi di aria fuorilegge, con polveri sottili sempre sopra i 50 microgrammi per metro cubo registrate dalla centralina della Mandria, fanno cambiare colore al semaforo dei divieti. Dopo quindici giorni di verde, scatta l’arancione. È il secondo grado di allarme e costringe allo stop 73 mila veicoli diesel Euro 4 privati (attenzione: non i commerciali), tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30. Giovedì l’Arpav verificherà se le condizioni dell’aria sono mutate e deciderà se confermare o spegnere l’arancione.

Anni di inquinamento fuori controllo hanno spinto l’Unione Europea ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata attuazione di strategie di contenimento dello smog. L’anno scorso, a giugno, quattro regioni della Pianura Padana – l’area più inquinata – hanno siglato un accordo che stabilisce le misure da adottare per ridurre l’inquinamento. Da quell’accordo discendono le ordinanze firmate dai sindaci dei comuni-capoluogo e dei comuni con più di 30 mila abitanti. Che, appunto, prevedono il semaforo verde dall’1 ottobre al 31 marzo. L’arancione dopo quattro sforamenti consecutivi del limite di Pm10. E il rosso dopo dieci superamenti consecutivi. Stabilite le regole, è compito dell’Arpav aggiornare il semaforo, ogni lunedì e giovedì, sulla base dei rilevamenti delle centraline e delle condizioni meteo.

Le temperature sono ancora alte, ma il semaforo arancione fissa comunque limiti per gli impianti di riscaldamento. Nelle case e nei negozi non si devono superare i 19 gradi. Ed è vietato l’uso di generatori di calore domestici (caldaie, stufe, caminetti) a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet) inferiori alla classe 3 stelle, in presenza di impianto alternativo. Per conoscere la classe di appartenenza del generatore a biomassa legnosa bisogna contattare l’installatore.

Legambiente promuove l’inasprimento dei divieti e ricorda che dall’inizio dell’anno sono già 43 gli sforamenti del limite delle Pm10. «Ma sono ancora troppi i comuni esentati», sottolinea Lucio Passi, responsabile politiche antismog dell’associazione, «o che semplicemente ignorano l’accordo di bacino, come praticamente tutti quelli della cintura urbana. Per sperare che il blocco incida sull’inquinamento è necessario che il Comune faccia controlli stringenti ed efficaci e relative sanzioni, oltre a limitare al massimo le deroghe».

Anche l’assessore all’Ambiente Chiara Gallani ha chiesto alla Regione di promuovere un coordinamento delle misure fra i comuni dello stesso ambito di trasporto pubblico, com’è quello di Padova e hinterland, perché anche i centri sotto i 30 mila abitanti siano coinvolti.

 

 

 

 

Giuliana Lucca

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