Padovano

Imam arrestato. Picchiava i bambini

Si è conclusa all’alba del primo ottobre l’operazione della Digos di Padova che ha arrestato Hossain Shahadat, l’Imam del Centro di preghiera ‘Bangladesh Cultural Center.

Le accuse all’Imam

L’imam di 23 anni è colpevole di maltrattamenti e percosse ai bambini che andavano dai 5 ai 10 anni, allievi del centro. Pugni, calci, spintoni, umiliazioni, minacce… sono solo alcune delle barbarie che i bambini originari del Bangladesh erano costretti a subire dall’Imam, quando sbagliavano a recitare il Corano.

Il terrore dei bimbi davanti all’Imam

I piccoli vivevano in un vero e proprio stato di terrore, tanto che le prime segnalazioni sono arrivate dalla stessa comunità islamica. Sia i genitori che le insegnanti delle scuole elementari frequentati dai bimbi, hanno cominciato a denunciare perché avevano notato il cambiamento caratteriale dei piccoli e i lividi sui loro corpi. Denunce che hanno portato la Digos di Padova ad aprire un’indagine che si è conclusa fortunatamente con l’arresto dell’Imam.

I bambini non si toccano mai

Tutti noi sappiamo che l’integrazione significa incorporazione di una certa entità etnica in una società, e siamo d’accordo che le varie comunità religiose presenti nella città possano continuare a studiare e a coltivare i propri culti. Ma ciò deve essere fatto nel pieno dei diritti civili.

Non possiamo accettare che accadano queste cose in un paese che si professa civile. Non possiamo accettare botte, percosse, pressioni psicologiche e alienazione dei diritti che purtroppo sono ancora presenti nella maggior parte dei paesi islamici.

Chi decide di vivere in un paese diverso dal proprio deve avere rispetto delle proprie origini ma anche rispetto della cultura ospitante.

Quindi gli atteggiamenti repressivi che purtroppo sono leciti nei paesi sottosviluppati qui sono illegali.

Complimenti alla Questura di Padova che è riuscita a fare luce su una vicenda tanto squallida quanto drammatica.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Close
Back to top button
Close
Close