Veneto

Pedemontana veneta. Tutti i problemi

In merito alla Pedemontana veneta, siamo i primi a favore di infrastrutture utili per la collettività. Ma non a quelle che rappresentano moltiplicatori di costi e decennali oneri per cittadini ed automobilisti. Fondi pubblici a privati per distruggere la viabilità preesistente – dichiara Enrico Cappelletti, candidato presidente alla regione del Veneto – con la quasi duplicazione dell’autostrada A31. Con scarsa densità di traffico, appare una violenza ambientale senza precedenti, scarsamente giustificabile nel rapporto costi-benefici.

Pedemontana veneta e project

Il patto nativo di “project financing” doveva essere rescisso dalla Regione del Veneto per inadempienza del concessionario che non riuscì ad ottenere i fondi necessari. Eppure la Regione del Veneto – prosegue Enrico Cappelletti – ha modificato in corso d’opera la convenzione economico-finanziaria. Accollandosi tutti i rischi d’impresa connessi alla sua realizzazione, anziché bandire una nuova gara come auspicabile. Solo dopo la modifica dei contratti il concessionario ottenne i necessari finanziamenti, con tassi elevatissimi.

Pedemontana veneta e conti

Dalle prime stime della Corte dei Conti (800 milioni di euro), il costo complessivo dell’opera ha raggiunto oltre 2 miliardi (915 milioni già corrisposti da Stato e Regione, il resto da privati). Tuttavia cittadini ed automobilisti pagheranno per Pedemontana Veneta, in 39 anni di concessione, 12,1 miliardi per il canone di disponibilità riconosciuto dalla Regione al concessionario (indipendente dai flussi di traffico). Dunque 13 miliardi in totale, quali somma del finanziamento ottenuto ed il previsto canone di disponibilità.

Le previsioni

Le previsioni di traffico, fondanti il piano economico-finanziario, sono state più volte smentite dalla Cassa depositi e Prestiti. Dalla BEI, da comitati ed associazioni, costringendo la Regione a rivederle ripetutamente. La convenzione economica e finanziaria – conclude Cappelletti – dovrà essere sottoposta a revisione: no a clausole unidirezionali a favore del concessionario privato. Al contrario, dobbiamo ripristinare il giusto equilibrio tra interesse pubblico e privato.

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