Veneto

Personale No vax, in Veneto passa la linea dura. «Ultimatum di 7 giorni e poi tutti a casa»

L’infinito braccio di ferro tra Ulss 2 e dipendenti non vaccinati, che si trascina ormai da mesi, è finalmente arrivato a un punto di svolta. C’è un numero esatto – sono 186 i lavoratori dell’Ulss non ancora vaccinati – e c’è una procedura che non cambierà più: oggi partono le lettere di sospensione e chi non si vaccinerà entro sette giorni resterà a casa dal lavoro senza stipendio. Nelle ultime ore, infatti, si era palesato qualche timore relativo alla difficoltà di garantire i servizi ospedalieri nel caso i 186 “No vax” venissero lasciati a casa da un giorno all’altro. La simulazione dell’Ulss ha stabilito che i reparti sono in grado di andare avanti anche senza il personale in questione, trattandosi di figure distribuite su un ampio spettro di professioni. Pertanto è tramontata l’ipotesi di misure “alternative” come il doppio tampone.

Chi sono i non vaccinati

I 186 nomi trasmessi al dg dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, sono quelli di medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, veterinari, odontoiatri, operatori socio sanitari. Persone che avrebbero potuto vaccinarsi ormai da diversi mesi, e che Benazzi chiama “No vax” partendo da un dato oggettivo: non hanno il vaccino.

Le sospensioni

Le lettere di sospensione partiranno oggi: «Diamo sette giorni di tempo, e non cinque, perché c’è una domenica in mezzo» spiega Benazzi, «abbiamo notato che questi 186 sono molto “pulviscolari” in quanto a professione, e pertanto non incideranno sull’organizzazione dei reparti e dei servizi. Ci sono anche veterinari e liberi professionisti la cui sospensione non comporterà alcun effetto sulle attività dell’Ulss 2. E, inoltre, dobbiamo tenere conto del fatto che molti di questi si vaccineranno, una volta che avranno ricevuto la lettera di diffida».

Il balletto di cifre

La commissione ha inoltre appurato che molti dei sanitari non vaccinati sono stati colpiti dal Covid in tempi recenti, e pertanto hanno ancora una dose sufficiente di anticorpi a garantire loro l’immunità. In questo caso non rientreranno, dunque, tra i dipendenti destinatari della lettera dell’Ulss. Chi non si metterà in regola, come detto, verrà sospeso: «Non prendiamo nemmeno in considerazione altre ipotesi» conferma Benazzi, «il doppio tampone agli operatori non immunizzati? Era stato solo un pour parler durante un incontro con i sindacati, non sarà questa la strada che percorreremo».

I dubbi

Infine, i dubbi sulla reale estensione del perimetro “No vax” all’interno dell’azienda sanitaria. Pochi giorni fa la Regione aveva parlato di oltre 3.600 professionisti della sanità trevigiana interessati. Ora però le lettere di sospensione sono 186. E gli altri? «Sinceramente non so come si arrivi al numero di 3.600» ammette Benazzi, «in ogni caso questi 186 sono i primi nominativi che la commissione ha vagliato e mi ha comunicato. Altre posizioni sono in corso di valutazione e probabilmente arriveranno più avanti, ma non possiamo dire quante saranno».

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