Veneto

Piano Marshall per il Veneto

 Covid – 19 in Veneto. Il presidente della Regione Luca Zaia fa il bilancio della situazione. «1318 veneti sono positivi, ad oggi, agli oltre 20mila test fatti, mentre sono saliti a 32 i decessi. L’ultimo morto è un paziente di Bassano che si trovava ricoverato in ospedale». Ma questo non vuol dire che siano solo loro i contagiati, sono solo i positivi intercettati dai tamponi». Lo ha sottolineato il governatore rilanciando la previsione che si possa arrivare a due milioni di veneti contagiati a metà aprile dal Coronavirus. E lanciando per il Veneto una sorta di “Piano Marshall”.

Giusta ulteriore stretta delle misure contenitive ma pronto un Piano Marshall

«Per questo motivo era necessaria l’ulteriore stretta alle misure. E il mio invito a non uscire di casa che è indirizzato alle persone che possono essere positive. Non sanno di esserlo, mai lo sapranno perché sono asintomatiche. E non saranno intercettate dai test, ma sono contagiose. E potrebbero far dilagare il contagio». «Mi rivolgo a quelli che sono convinti che il virus non esista o non sia così pericoloso. Si facciano vedere e gli facciamo il test, potrebbero scoprire che sono infetti asintomatici». Così il governatore del Veneto Luca Zaia ha rilanciato il suo appello a tutti i cittadini del Veneto. «Si tratta di una provocazione. Ma la verità è che questo virus manda le persone in terapia intensiva. E lì ci vai per essere intubati, e le terapie intensive non sono frequentate solo da anziani. Quindi state in casa perché anche se pensate di esser invincibili, non lo siete. E se anche lo foste potrebbero non esserlo vostra mamma, vostro papà, vostro fratello piccolo o vostro nonno».

Di fatto Shengen è sospeso

«Ursula Von der Leyen vada adire che “siamo tutti italiani” a chi blocca le frontiere. E che se continuiamo di questo passo le imprese italiane saranno chiuse non dal dpcm ma dai mercati. Visto che se le merci non riescono ad uscire e le imprese non riescono a esportare sono costrette a chiudere». È il duro j’accuse lanciato da Zaia nel corso di una conferenza stampa. «Il dato di fatto che dobbiamo prendere atto è che Schengen è sospeso. Non biasimo nessuno perché di fronte ad un virus si ha giustamente paura, ma è scandalosa l’assenza e la latitanza dell’Unione Europea».

​I contagi oggi

Sicurezza nelle aziende venete e il nodo del trasporto pubblico

«Stiamo cercando di costruire un’ordinanza per uniformare anche le attività produttive al tema dei dispositivi di protezione di sicurezza. Disinfezione e rispetto delle distanze degli addetti». Lo ha annunciato il governatore.  «Altro tema che affronteremo è quello del trasporto pubblico locale».

Piano Marshall per la Sanità veneta

«Sul fronte sanitario da un lato stiamo preparando un piano Marshall contro il coronavirus. Dall’altro abbiamo la necessità di contingentare gli afflussi agli ospedali relativi alle attività che si possono procrastinare». Ha sottolineato ancora Zaia in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. «Abbiamo un piano ospedaliero e stiamo pensando a degli stress test. Ma dobbiamo puntare anche in buona dose di buona fortuna e, per chi ci crede, in Dio. Un piano ce l’abbiamo e lo presenteremo ma nel frattempo faremo scelte sanitarie».

Mascherine in arrivo con il contagocce: 500mila scomparse

«Ci arriva sempre la richiesta di dispositivi e di mascherine. Non è che siamo disorganizzati, la verità è che sono centellinati e ce li stanno dando con il contagocce. Stiamo comprando mascherine in tutto il mondo. Ne abbiamo acquistate in Sud America e in Asia. Però abbiamo dei tempi di fornitura che non sono propriamente i nostri, Non le troviamo». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, sottolineando che «non si trovano i materiali. Addirittura una partita di 500mila mascherine è arrivata allo sdoganamento ed è letteralmente scomparsa. Ha raccontato. Nel senso che qualcuno l’ha intercettata e l’ha portata in qualche parte del mondo. C’è il mondo intero che sta chiedendo di comprare mascherine, occhiali e camici e guanti usa e getta – ha concluso -. Abbiamo avuto consegne anche di notte». 

I medici scrivono a Zaia: sospendere le prestazioni non urgenti per il Piano Marshall

Una decina di associazioni di rappresentanza dei medici ha scritto una lettera al governatore Luca Zaia, e ai responsabili della sanità, chiedendo che in questa fase di emergenza per il Coronavirus tutte Aziende Sanitarie in Veneto «sospendano immediatamente tutte le prestazioni non urgenti e differibili sia a livello ambulatoriale che in regime di ricovero a livello dei presidi ospedalieri».

Per le associazioni le prestazioni urgenti o non differibili. «E solo quelle, dovranno essere fruibili nei termini di distanza adeguate nella sale di attesa. E con protezioni relative per tutti gli operatori». Questo, spiegano le rappresentanze dei medici, per limitare al massimo l’accesso alle strutture ospedaliere, ridurre la possibilità di contagio, privilegiare le attività d’urgenza/emergenza. Deve essere dato il massimo supporto in termini di turnistica e protezione. A tutti gli operatori a vario livello privilegiando i reparti che sopportano il massimo impatto da questa situazione. Pronto Soccorso, terapie intensive, medicina d’urgenza, Suem – 118, malattie infettive, medicina interna, geriatria, otorinolaringoiatria, pneumologia. E chi fa attività diagnostiche ed interventistiche a livello cardiovascolare, di angiologia, chirurgia generale, di gastroenterologia e diagnostica per immagini con particolare esposizione».

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