Veneto

Piazze e movida, stretta sui disobbedienti

Stop a strade, piazze del centro storico, delle località turistiche. Stop anche a mare, montagna, laghi. Esentato solo chi ci vive, in queste aree. Se non è la dichiarazione ufficiale di guerra alla movida e all’assembramento selvaggio, poco ci manca. Già perché l’ultima ordinanza emessa ieri da Zaia si prepara ad essere tradotta nell’ennesima stretta sui controlli da parte delle forze dell’ordine. La cui lotta a chi sgarra, ora, sarà senza quartiere. Sono in vista controlli e pattugliamenti, e non si esclude l’impiego di militari in supporto delle forze dell’ordine per cercare di contrastare le scene dell’ultimo weekend nelle principali piazze regionali, e che hanno mandato su tutte le furie lo stesso presidente del Veneto. Dal pienone di Jesolo lungo il litorale fino allo spritz serale delle cinque di pomeriggio a Rialto, con frotte di giovani in piedi e ai tavoli con bicchiere in mano, si va verso un inasprimento dei controlli.

Le critiche

Anche se, inutile negarlo, le difficoltà non mancheranno, come testimoniano le riunioni tra i rappresentanti delle forze dell’ordine in queste ore. Già perché appare difficile dare una connotazione alla definizione «piazze del centro storico della città», come riporta l’ordinanza, in una città ad esempio come Venezia. Addio alla passeggiata in piazza San Marco, verrebbe da pensare. Ma dove altro? E poi, come saranno organizzati i controlli? Con presìdi fissi? Altra benzina sul fuoco, già monta poi la protesta di quei commercianti che proprio in una «piazza del centro storico» continuano a tenere la propria vetrina accesa. Nella speranza di qualche acquirente, che se prima entrava con difficoltà ora rischia di essere ancor più sfiduciato a spingersi in un’area vietata al passeggio. Un occhio di riguardo, certamente, sarà dedicato alle zone calde della movida: Misericordia, campo Santa Margherita e Rialto su tutti.

Addio corsa

Banditi anche i runner in scarpe da ginnastica e tuta al di fuori dei parchi verdi, con buona pace degli sportivi a zig zag tra le calli e in mezzo ai passanti. Nell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezzara stato lo stesso prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, a prospettare un nuovo lockdown («Mi sembra che la gente non voglia capire o se ne freghi e quindi si andrà velocemente verso una ulteriore chiusura. Prima viene e meglio è») o quanto meno a misure più dure. Sono arrivate le seconde. Il primo non è ancora stato escluso a priori.

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