Veneto

Piazze gremite, affollamenti irresponsabili

Un sollievo. Anzi, un pericolo. Il ventilato riavvio delle lezioni in presenza dal 9 dicembre diventa uno scoglio divisivo: «Siamo tutti favorevoli al ritorno in classe ma negare l’esistenza di focolai scolastici è scorretto», punge Luca Zaia.

Aule e famiglie

Che al riguardo sfodera un report sull’incidenza del Covid tra i bambini e i ragazzi da 0 a 14 anni dall’esordio della pandemia. Scorrendolo, si apprende che a fronte di 9.431 minorenni positivi, quelli in età scolastica – 6.724 – rappresentano la grande maggioranza. L’incidenza sul territorio è eterogenea (significativi, però, i picchi a Padova e Treviso) mentre l’andamento della curva evidenzia una quota marginale di infezioni “primaverili”, pressoché scomparse nella stagione estiva, e una brusca accelerazione di contagi a partire da settembre-ottobre. «La circostanza non va ascritta ai trasporti, ricordo che le superiori sono chiuse», chiosa il governatore «i focolai sono stati “accesi” da un portatore e qua e là abbiamo già casi secondari, cioè ragazzi che si sono infettati in aula, così la scuola rischia di diventare lo snodo intermodale che fa entrare il virus e poi lo dirotta nelle famiglie e alle comunità. Non è un atto d’accusa, è l’evidenza scientifica». Morale della favola? «Riaprire prima delle festività sarebbe un errore, meglio fissare un obiettivo più solido, dopo l’Epifania o alla fine di gennaio, e programmare in sicurezza».

Tamponi ancora positivi

Nel complesso la percentuale di positivi al test (ieri il 7%) è impressionante – e il record di tamponi eseguiti concorre ad elevarne il numero – mentre perdurano i comportamenti irresponsabili: «Gli affollamenti nel Black Friday sono pessimi segnali che rischiano di vanificare gli sforzi compiuti per restare in fascia gialla evitando i blocchi alla mobilità e la chiusura generalizzata dei locali sperimentata nel resto d’Italia». Tuttavia, l’ordinanza che ha riacceso i grandi e medi negozi nel sabato dello shopping suona come cessato allarme… «Non è così, si trattava di un divieto che altrove non vige, io rifiuto l’idea di uno Stato di polizia che insegue la gente per sanzionarla e mi ostino a confidare nel senso civico».

Se vogliamo restare gialli

Un dubbio: il Veneto è scampato alla “retrocessione” a dispetto di un Rt (1,2) secondo solo alla Basilicata. Qual è il coniglio nel cilindro? «Una combinazione di fattori, che include la dotazione di mille terapie intensive ma soprattutto il contact tracing per sintomatologia e grado di infezione, i tempi di presa in carico dei malati, la capacità del sistema ospedaliero. Detto ciò, se allo spirito di comunità subentrano individualismo, irresponsabilità e negazionismo, l’ingresso in arancione è dietro l’angolo». La nuova settimana riserverà due occasioni di confronto tra governo e regioni: «Ci avviamo alla congiunzione astrale di gennaio con virus, influenza e vaccini, c’è in ballo il nostro futuro», le parole di Zaia; «La stagione dello sci? È la meno pericolosa, spiace che qualcuno confonda lo svago dei milionari con gli stagionali che vivono della montagna: a me stanno a cuore loro e in ogni caso il divieto di assembramento dovrà valere per tutti… ».

Vaccini in Italia

A proposito di vaccinazione, + Europa lamenta una sottostima del fabbisogno veneto di antinfluenzali… «Presto disporremo delle 30 mila dosi “restituite” dalle farmacie, più 3 mila reperite sul mercato e 50 mila spray per infanzia e ragazzi giunti dal ministero», replica l’assessore alla salute Manuela Lanzarin. «Rispetto al 2019 abbiamo raddoppiato le ordinazioni ma l’offerta delle case farmaceutiche è esaurita. Unica alternativa, il ricorso al mercato cinese al quale il Governo ha deciso di rinunciare».

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