Veneto

Pili, l’affondo di Ferrazzi

«Sotto una coltre di parole, violenze verbali, denigrazioni e aggressioni, il Sindaco non ha risposto alla domanda, che è molto semplice: quanto emerso dall’inchiesta giornalistica è vero o no?». Andrea Ferrazzi, senatore del Partito Democratico, capogruppo in commissione Ambiente e vicepresidente della commissione parlamentare sulle ecomafie, torna sulla vicenda Pili, criticando l’esito del consiglio comunale straordinario. «L’unica cosa che è stata ribadita, dal funzionario, è che per realizzare le gigantesche volumetrie previste dal piano di cui parla l’inchiesta giornalistica serve una Variante urbanistica, in quanto l’attuale piano “non consente alberghi, centri commerciali, residenza” essendo la destinazione urbanistica “verde urbano attrezzato”», insiste.

Ferrazzi all’attacco

«Mi riferiscono anche di denigrazioni nei confronti di senatori che hanno firmato con il sottoscritto l’interrogazione parlamentare. Persone di valore e onorabilità, evidentemente sconosciute a chi cerca, goffamente, di denigrarle. Persone di spessore che servono e hanno servito il loro Paese: alcuni da membri di governo, altri da presidenti di commissioni parlamentari o da capigruppo in commissioni importanti e delicate, altri più direttamente nella lotta alla criminalità organizzata, altri alla guida di importanti società per azioni, altri da sindaco. Consiglio di rispondere nel merito, se si è in grado di farlo», dice, piccato, Ferrazzi.

L’interrogazione a Lamorgese

La Nuova Venezia Nella interrogazione di ottobre al ministro dell’Intero Lamorgese si chiede se è a conoscenza di «una vicenda che rischia di minare la credibilità delle istituzioni e getta una luce preoccupante sulla trasparenza e legittimità di alcuni atti; se sia a conoscenza di quella che appare come un’evidente posizione di conflitto di interessi, protratta nel tempo e a cui non è stata data ad oggi alcuna soluzione» e quali azioni il governo intende attuare per porre fine alla situazione. Nella interrogazione, firmata anche dai senatori del Partito Democratico D’Arienzo, Fedeli, Giacobbe, Cirinnà, Rojc, Taricco, Laus, Valente, Comincini, Bressa e Zanda l’attività del primo cittadino viene indicata anche «come una ripetuta infrazione alle prescrizioni dell’art. 78 del decreto legislativo n. 267 del 2000». Il riferimento è alle norme sulla condizione giuridica degli amministratori

Solidarietà a Monica Sambo

Coro di solidarietà nei confronti della consigliera comunale Pd Monica Sambo, additata come “ragazzina” dal sindaco durante il consiglio comunale sui Pili. In tanti prendono posizione. Le donne di Senonoraquando: «Ancora una volta le parole dispregiative del sindaco hanno dimostrato come sia sempre più difficile per le donne avvicinarsi alla politica ed essere riconosciute per il loro valore e lavorare il doppio di un uomo. E come donne non possiamo accettare che si venga offese, denigrate, sminuite , derise e attaccate solo perché si è donne». Vista la situazione di emergenza che vive il paese, «non ci sembra giusto perdere neanche un minuto di più se non per invitare il sindaco ad abbassare i toni e a rispettare le persone». Per lo Spi Cgil e il coordinamento delle donne del sindacato pensionati «sminuire e umiliare la competenza, l’esperienza e l’impegno della consigliera comunale», si legge in una nota, «offende la sensibilità e l’orgoglio delle persone, che identificano nella parità di genere un valore inalienabile, affinché venga riconosciuto con la dignità e il rispetto che merita».

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