Veneto

Polato blocca FdI e la fa crollare

Ci sarà Matteo Salvini domani a incontrare i 34 consiglieri di Lega e lista Zaia, ma nella squadra dei 41 eletti del centrodestra ci sono personaggi dalla lingua sciolta e precedenti penali che non risultano nel casellario giudiziario perché le sentenze non sono definitive. Il caso che più fa discutere riguarda Daniele Polato, assessore alla sicurezza a Verona con il sindaco Sboarina, che nel 2019 ha lasciato FI per Fratelli d’Italia.

Polato e la condanna

A dicembre è stato condannato a un anno con la sospensione condizionale della pena «attestando falsamente di aver accertato personalmente l’identità dei firmatari»: l’obiettivo era far partecipare alle regionali del 2015 la lista di Forza Nuova. Si è difeso sostenendo l’ideale della “democrazia partecipativa” e ha presentato ricorso in appello. Il 20 settembre ha raccolto 10.783 preferenze e contende ad Elena Donazzan il posto in giunta regionale.

Polato fa appendere FdI a un filo

A deciderà sarà Zaia che su queste vicende ha il pugno di ferro. Valga per tutti l’esclusione di Barbisan, Forcolin e Montagnoli della liste per aver chiesto i 600 euro del bonus Inps. A Palazzo ferro Fini ritorna anche il veronese Enrico Corsi, rieletto con la lista di Salvini grazie a 3.778 preferenze: nel 2008 è stato condannato a 2 mesi per propaganda razzista e al risarcimento danni ad alcune famiglie di sinti. Con un gruppo aveva diffuso volantini con frase ritenute razziste. Con loro c’era pure Flavio Tosi poi sindaco di Verona e segretario regionale della Lega, espulso da Salvini.

Anche la Lega sotto esame

Nella biografia di Gabriele Michieletto (Lista Zaia, 3.221 preferenze), risalta un messaggio su Facebook per dileggiare il ministro del governo Letta Cècile Kyenge in sintonia con il pensiero di Calderoli. La Kyenge è un medico e ha fatto la volontaria a Padova durante le elezioni per garantire il voto ai malati di Covid. C’è poi la storia di Giulio Centenaro, eletto con la lista Zaia a Padova, sospeso nel 2017 per aver aggredito in una sagra Daniele Canella, oggi sindaco di San Giorgio delle Pertiche. Una litigata tra leghisti per rivalità di territorio. Finì con tre mesi di sospensione per entrambi dal partito. Canella è stato escluso dalle politiche 2018, Centenaro con 4.135 preferenze è a palazzo Ferro Fini.

La domanda su FdI

Zaia non va leggero su queste faccende. La domanda che molti si pongono ora è semplice. Tolti i suoi (che da bravi soldatini faranno un passo indietro), Zaia potrà fidarsi di un partito come FdI che sta dimostrando sempre di più di usare metodi “fascisti” e che parla di sovranismo e poco di autonomia? E, soprattutto, potrà fidarsi di chi aveva annunciato ai 4 venti la sua crescita mentre i dati in Veneto e nel capoluogo di Regione dimostrano il contrario? Un esempio su tutti. Dopo tanto dire e tanto fare nella circoscrizione di Venezia Speranzon supera le 5.000 preferenze. In quella di Vicenza che conta molti meno abitanti, la Donazza lo doppia sfiorando le 11.000. Alla faccia del cambiamento!! E intanto la Meloni in Veneto non si fa vedere. Forse la sconfitta di Fitto brucia ancora troppo…

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