Veneto

Prefetto su tutte le furie

«L’unica soluzione è il lockdown totale, c’è troppa gente che non capisce la situazione e basta aprire un po’ e succede il caos. Se fosse per me chiuderei tutto fino a quando il virus non è sparito. Come Prefettura possiamo fare ben poco, non abbiamo potere di chiudere o aprire, questo spetta a Governo e Regione. Visti gli assembramenti di ieri sera (sabato sera, ndr) per intervenire ci vorrebbe un esercito di uomini. Se continua così, fra 15 giorni si richiude e allora bisognerà ringraziare chi pensa che mantenere la distanza sociale e usare la mascherina in maniera corretta non serve a nulla».

Zappalorto

Il prefetto Vittorio Zappalorto è a dir poco arrabbiato. In centro storico, ma pure a Mestre la movida è stata protagonista dell’intero pomeriggio, migliaia di persone hanno occupato le tradizionali aree dell’aperitivo, come in un periodo normale del pre pandemia.

«L’unica possibilità di intervento localmente ce l’hanno le amministrazioni comunali», precisa Zappalorto. «I sindaci hanno il potere di modificare accessi alle aree, limitare orari, plateatici e metodi di somministrazione di bevande e cibi nei locali. A quel punto gli esercenti dovranno ringraziare i propri clienti se saranno penalizzati», conclude il Prefetto.

La polizia

Chi già sta pensando a nuove limitazioni è comandante della Polizia locale, Marco Agostini. «Presenterò al sindaco una proposta con nuovi limiti al funzionamento dei locali e all’accesso delle aree a rischio. La situazione rischia di sfuggire di mano e fra 15 giorni si rischia di chiudere tutto. Quanto abbiamo visto sabato è inaccettabile. C’erano assembramenti che sono iniziati alle due del pomeriggio e sono durati fino alle sette di sera», spiega Marco Agostini.

«Durante la settimana abbiamo fatto anche delle multe a chi non portava la mascherina, in maniera palese. Sabato erano all’aperitivo senza rispettare le distanze, come se nulla fosse. Le contravvenzioni non servono, c’è troppo menefreghismo», conclude il comandante Agostini.

Chiusure forzate

Il problema dell’afflusso in determinate aree a rischio assembramenti si presenta in varie città. Figuriamoci a Venezia con la sua morfologia. I problemi maggiori su questo fronte ci sono in fondamenta degli Ormesini. Al comando della Polizia locale stanno studiando un sistema per limitare gli accessi. Se serve, anche l’estrema ratio di consentire l’accesso ai soli residenti. A proposito Agostini dice: «Abbiamo cercato di responsabilizzare in tutte le maniere gli operatori della fondamenta, ma a quanto non hanno o non vogliono capire». Problemi ci accesso potrebbero esserci anche in campo Santa Margherita, anche se sabato qui i problemi sono stati meno gravi di altre zone. Se si decide di chiudere o di governare i flussi c’è la necessità di mettere degli agenti della polizia locale ai varchi. Soluzione già vista in altre città come a Roma.

Le opzioni

Al vaglio del comando della Polizia locale la possibilità di limitare l’accessibilità ai locali. La prima cosa è quella di consentire il servizio solo alle persone sedute all’interno del locale o nel plateatico di pertinenza. Nessun servizio a chi è in piedi. Vietare anche il servizio della bibita da asporto fino alle 18. «Tra le altre cose, solo in Italia si vendono bibite o altre bevande in bicchieri da asporto», spiega Agostini. «Negli altri Paesi, quando si vendono bevande da asporto, è consentito solo in bottiglia o in lattina. Sabato hanno iniziato nel primo pomeriggio e hanno proseguito fino a sera. Oramai non c’è più l’ora dell’aperitivo. C’è il pomeriggio dell’aperitivo», sottolinea il comandante. Sabato, fin dal mattino in centro storico, si respirava aria da “liberi tutti”. Erbaria, campo Santa Margherita e fondamenta degli Ormesini sono tornati a ospitare migliaia di giovani, spritz in mano e mascherina abbassata. E stretti stretti. Residenti costretti a fare lo slalom per rientrare a casa, centralini dei vigili intasati e proteste a non finire per assembramenti a tappeto, che stridono non poco con i dati di una pandemia tutt’altro che finita e con le restrizioni imposte fino a pochi giorni fa. Questo appena concluso era il primo fine settimana, dopo parecchio tempo, con spostamenti consentiti all’interno della Regione. La voglia di uscire, incontrare persone e bere ha prevalso su tutto. E gli effetti si sono fatti sentire. Fin dalla tarda mattinata, chi ha cercato di raggiungere Venezia da Mestre e dalle zone limitrofe ha avuto non poche difficoltà. Ponte della Libertà trafficato e, una volta arrivati a piazzale Roma, strisce blu per i parcheggi tutti esaurite. Dal primo pomeriggio, poi, il cuore della movida si è riacceso dopo settimane di tentennamenti.

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