Veneto

Preside denunciata dal dipendente no Green pass bloccato

«Ho passato gli ultimi tre giorni a rispondere ad una raffica di mail e telefonate. Sono perlopiù genitori che si lamentano. Ma ho già dovuto fare i conti anche con dieci casi di persone sprovviste di Green pass e un dipendente mi ha già denunciata». La professoressa Federica Silvoni dirige l’istituto comprensivo di Albignasego – uno dei più grandi della provincia con i suoi 2.300 alunni – e ricopre la carica di presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi. Oggi suona la prima campanella per 102 mila alunni dalle elementari alle superiori ed è lei a fare il punto della situazione alla vigilia di un altro anno decisamente complesso. «Siamo pronti a ripartire, c’è tanta voglia di tornare a vedere gli studenti in presenza al cento per cento. Ma i problemi non mancano – spiega – Penso soprattutto ai controlli dei Green pass e alle carenze di insegnanti che non ci hanno consentito di creare più classi». 

Il certificato

Partiamo dalla questione più attuale e delicata, quella dei Green pass. «Da un paio di settimane abbiamo ripreso l’attività in vista dell’inizio dell’anno scolastico – racconta la dirigente – Ogni giorno compilo un verbale e per un dipendente dopo cinque giorni di assenza ingiustificata scatta la sospensione, come previsto dal decreto. Nei nostri nove plessi lavorano 300 persone e abbiamo contato una decina di casi di personale sprovvisto di Green pass. Parliamo di insegnanti, collaboratori o amministrativi. La metà ha presentato certificati di malattia o ha chiesto l’aspettativa, gli altri invece non hanno scelto alcuna di queste strade e rischiano di rimanere a casa senza stipendio». 

Il caso

E sulla scrivania della dirigente Silvoni c’è un caso più spinoso degli altri. «Un dipendente si è presentato il primo giorno senza Green pass e non lo abbiamo fatto entra – spiega – È tornato a casa e si è rivolto ai carabinieri per denunciarmi. Mi ha inviato la copia della denuncia, parla addirittura di discriminazione razziale. Immagino che ritenga che la verifica del Green pass sia una discriminazione. È una denuncia personale e di natura penale, non amministrativa. Non ho dietro l’avvocatura dello Stato che mi copre, ma sono tranquilla: noi dirigenti dobbiamo applicare la legge. Nel gioco delle parti ci sta, io sono disposta a parlare con tutti. Credo di essere stata la prima ad essere denunciata – sospira – So che in provincia di Padova ci sono altri casi di dipendenti senza Green pass, ma per fortuna sono pochi». 

Le verifiche

Il decreto prevede certificato verde obbligatorio per tutto il personale e anche per i genitori che si fermano all’interno dell’istituto. «Da questa settimana avremo a disposizione una piattaforma digitale che dovrebbe semplificarci ulteriormente i controlli. Certo, con i genitori non sarà semplice: cerchiamo di far sostare mamme e papà nei cortili ma negli asili molti chiedono di entrare. Sarà un impegno non da poco». 

Le classi

L’altro grande nodo riguarda le classi. «L’anno scorso qui ad Albignasego eravamo riusciti a creare 13 cosiddette “classi Covid” distribuendo gli studenti in modo da evitare di avere classi troppo sovraffollate. Se c’erano due classi da 25, quindi, era possibile crearne tre. Quest’anno invece abbiamo meno personale e siamo riusciti a fare solo una classe in più. Alcuni genitori si lamentano perché i figli dovranno cambiare compagni e perché siamo arrivati a definire le classi solo a ridosso della partenza, ma non dipenda da noi. Io rispondo a tutti spiegando che stiamo facendo il possibile. Punteremo molto sui lavori di gruppo».
Il problema riguarda tutta la provincia e ad Albignasego è particolarmente sentito: l’anno scorso le classi totali dei 9 plessi erano 119 ma quest’anno sono 106. Il finanziamento di 784 mila euro aveva permesso di assumere 11 bidelli, 32 docenti e 2 amministrativi mentre quest’anno con un contributo di 67 mila euro sono stati inseriti 4 docenti, 2 bidelli e un amministrativo. 

Le note liete

Ci sono, però, anche gli aspetti positivi. Il primo: «L’immissione dei docenti di ruolo è avvenuta a fine luglio e abbiamo già pure i supplenti nominati. Potremo avere l’orario definitivo già nel giro di poche settimane». Il secondo: «Siamo già rodati per convivere con l’emergenza sanitaria. Il Ministero ci ha dato tante istruzioni. Sappiamo che se un alunno risulta positivo la classe va in quarantena e siamo già organizzati al meglio per la didattica a distanza».  L’ultimo, il più importante: «Lo spirito. Siamo felici di ricominciare, abbiamo lavorato tutta l’estate per questo. Non è più il tempo di lamentarsi, ora è tempo di dare il massimo e far trovare agli alunni un ambiente sereno». 

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