Veneto

Primo contagiato grave dopo mesi un 56enne in Terapia intensiva

Primo contagiato dal Covid con sintomi gravi dopo mesi. Per un 56enne residente nel sandonatese si sono aperte ieri le porte della Terapia intensiva all’ospedale di San Donà. L’uomo nei giorni scorsi si era sentito male a casa, manifestando i sintomi del contagio. La febbre molto alta, la spossatezza, difficoltà respiratorie associate a perdita del gusto e olfatto. Trasportato e visitato all’ospedale di San Donà, è risultato positivo al Covid. L’uomo non si era vaccinato.

Mauro Filippi

La direzione generale dell’Usl 4, con il dottor Mauro Filippi, assieme alla direzione sanitaria e ai medici ha lanciato nuovamente l’appello alla vaccinazione sulla scia di tensione per questo ultimo caso che dimostra come i non vaccinati possano risultare più vulnerabili.La fascia tra i 50 e 60 anni è quella in cui minore è la percentuale dei vaccinati. Finora, tra i 109 positivi nel Veneto orientale non erano stati riscontrati sintomi gravi che richiedessero il ricovero ospedaliero. Quello di ieri è il primo ricovero in Terapia intensiva dopo la chiusura del Covid hospital di Jesolo decisa dalla direzione sanitaria lo scorso maggio. Intanto, si stanno lentamente negativizzando alcuni tra i 15 pazienti positivi in ospedale riscontrati quasi tutti nel reparto di medicina. Ce ne sono anche in altri reparti, anche delle donne in dolce attesa. Sono tutti isolati opportunamente per non avere altri contatti e aumentare così i contagi.

I dubbi dei parenti

I parenti dei ricoverati sono sul piede di guerra e hanno già annunciato cause legali ritenendo che non siano stati adottati tutti i protocolli previsti e che il covid sia entrato in ospedale per questo motivo. Delle quattro persone ricoverate tra gli ospedali dell’Usl 3, inoltre, tre provengono proprio dalla struttura di San Donà. Per il momento, nel territorio dell’azienda Serenissima, la situazione rimane sotto controllo sul fronte ospedaliero, mentre hanno iniziato a galoppare i contagi.

Luca Sbrogiò

«I numeri sono in rapida ascesa e sei casi su dieci sono di variante Delta. Per la maggior parte, i positivi sono non vaccinati», spiega il commissario alla vaccinazione Luca Sbrogiò. L’unico argine al dilagare del contagio rimane dunque la profilassi. «Delle tremila slot vaccinali aperte nel fine settimana, ne residuano poche centinaia. Per questo abbiamo deciso di attivare ulteriori 7. 500 sedute, disponibili tra il e 5 e l’11 agosto, soprattutto tra Dolo e Mirano, dove la richiesta è molto forte» prosegue Sbrogiò, confidando nell’incentivo del Green pass. Intanto ieri è stata una giornata dei record per l’azienda Serenissima, che ha superato per la prima volta il traguardo delle ottomila vaccinazioni in 24 ore.

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