Veneto

Quando il brand diventa un pericolo per la ristorazione

Appena due settimane fa ha aperto a Belluno il 132° ristorante della nota catena Roadhouse. Il famoso brand della ristorazione era in realtà già presente in città dall’ottobre 2015 quando, nell’ambito della riqualificazione dei locali della stazione ferroviaria, negli spazi occupati dal vecchio McDonald’s, venne aperto Burgery, fratello minore di Roadhouse.

I precedenti

Lo scorso ottobre, invece, è stata la volta di Old Wild West, che ha aperto i battenti accanto al centro commerciale Emisfero.
Questa nuova tendenza verso la ristorazione  di tipo steak house sembra dirompente. Avere un tavolo per il venerdì o il sabato sera in uno di questi ristoranti significa prenotare con almeno tre giorni di anticipo, così da evitare le interminabili e spossanti code.

L’offerta

In realtà l’offerta del franchise è pressoché limitata ad un menù sempre uguale, anche se vasto è ravvivato periodicamente da qualche offerta limitata d’occasione.
Accanto a tagliate, grigliate e hamburger non mancano offerte vegetariane e specialità messicane (queste ultime prerogativa di Old Wild West). Le location sono standard da Trapani a Bolzano perché in questo modo i costi vengono ammortizzati grazie a grossi e regolari contratti coi fornitori.

La posizione, poi, è nella gran parte dei casi strategica. La strada principale della destra Piave, che da Ponte nelle Alpi conduce a Belluno, è costellata di questi nuovi locali, attigui ad un buon numero di attività commerciali. E si sa che una buona visibilità non può che far bene all’afflusso di clienti.

Il Take Away

Per chi non avesse intenzione di muoversi da casa è invece disponibile, in alcuni casi, il servizio a domicilio (pagando un modesto sovraprezzo), altrimenti ci si può accontentare del semplice take away. Una vera manna dal cielo per chi non gradisce le lunghe attese per un tavolo o, magari, la confusione che si crea negli orari di maggiore affluenza. Nulla di meglio, quindi, che gustarsi la propria razione di sushi misto o il proprio hamburger con patate a casa propria, magari sul divano e guardando la TV.

Non bastasse la moda della carne in tutte le sue forme, da alcuni anni è anche il pesce crudo a fare da padrone, con l’apertura incontrollata di sushi restaurant, alcuni dei quali con la variante All you can eat. Vale a dire che pagando un prezzo fisso si può ordinare da mangiare finché si è sazi. Molte volte anche oltre.

Le ricadute

Questa tipologia di ristoranti ha ormai assorbito il vecchio e classico ristorante cinese, spogliandolo di alcuni fronzoli quali carote intagliate, tovaglioli caldi e acqua profumata alle rose. Alla Cina è stato sovrapposto sommariamente il Giappone cosicché, accanto agli spring roll e al riso alla cantonese, ritroviamo riso e pesce crudo in tutte le possibili varianti di sushi, sashimi, futomaki e quant’altro.

Il successo di queste offerte è totale. Sono settori che al momento non sembrano conoscere crisi, a meno di rare gestioni scellerate. Successo ancor più totale se si pensa che la provincia di Belluno è approdata tardi a questa tipologia di ristorazione.

Il Bellunese

Il bellunese, si sa, è abbastanza tradizionalista e notoriamente riluttante ad accogliere le novità, in particolare nell’ambito gastronomico. Basta spingersi nelle vicine province di Treviso, Padova o Vicenza per trovare un’offerta gastronomica assai più varia ed esterofila.

Da noi, invece, fino a pochi anni fa, la miglior alternativa per l’uscita serale è stata la pizza. Già dagli anni ’60, infatti, la pizzeria ristorante (quasi sempre gestita da famiglie campane che qui hanno trovato casa e fortuna) è nel Bellunese una vera e propria istituzione.

La paura è che questa forte inversione di tendenza, riscontrabile in particolare nei più giovani, possa intaccare, alla lunga, la tradizione gastronomica del territorio.
Più gravi potrebbero essere invece le ripercussioni sull’economia della ristorazione locale. L’apertura di nuovi locali porta certamente nuovi posti di lavoro ma, d’altro canto, affossa le imprese storiche che non hanno alle spalle il sostegno dei grandi brand.

I danni

Poniamo poi la questione del rapporto qualità/prezzo. Si, perché per mangiare da Old Wild West, o da Burgery, o da Roadhouse, molte volte non bastano 15 euro a persona. Un semplice menù di McDonald’s si avvicina invece ai 10 euro mentre una cena di sushi All you can eat oscilla dai 19 ai 23 euro, bevande e dolci esclusi. Prezzi comunque alti a fronte di prodotti, molte volte, di qualità discutibile.

Questi locali sono diventati di riferimento per una certa fetta di bellunesi, da quelli che vi ricorrono per l’uscita serale fra amici o in famiglia a quelli che li sfruttano per una pausa pranzo veloce prima di tornare al lavoro o a scuola.

Lo stagnamento dell’offerta nella ristorazione locale è anch’esso, verosimilmente, causa del grande successo di questi locali. Perché, al di là di pizzerie e alcune trattorie e ristoranti di spicco, il bellunese non ha molte alternative. E nel tran tran sempre più incalzante della quotidianità sono proprio questi franchise a dare una certa sicurezza a questi clienti spersi.

E questo dovrebbe farci riflettere.

Alex Casagrande

 

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