Veneto

Quando la disabilità è negli occhi di chi guarda e non nella vita

Vivo nella disabilità da sempre. La mia famiglia in passato, è stata colpita duramente da vari episodi.
E crescere in mezzo a certe dinamiche, sicuramente ti fa vedere la vita in modo diverso.
Una cosa che ho imparato è che nessun persona che ci convive vuole che gli altri si comportino con loro in maniera differente.
Purtroppo spesso non è semplice. La società ha sempre paura del “diverso”, di ciò che non può controllare, ma chi stabilisce la normalità? Cosa sia giusto o sbagliato?
La disabilità deve essere vista come un’opportunità non un limite. Vediamo ogni giorno, persone che usano le loro abilità nello sport per esempio. Pensiamo ad un Alex Zanardi o ad una Bebe Vio.
Oppure a ragazzi che vengono impiegati nei posti di lavoro, che prendono mezzi pubblici, che hanno comunque una vita sociale e nel sociale soprattutto. Tutto ciò fino a pochi anni fa, era impossibile anche solo pensarlo. Fortunatamente, anche se il lavoro da fare è ancora lungo, stiamo “maturando” da questo punto di vista.
Un esempio di felicità e spensieratezza, in un mondo fatto di problemi, io ce l’ho.
Nicole, 7 anni, ha alle spalle due genitori meravigliosi e due fratelli che non sono da meno. E’ una bimba stupenda che, tra alti e bassi, cerca di crescere in un ambiente sereno e la sua famiglia la supporta molto in questo.

Ama le foto, i video e stare al centro dell’attenzione. E’ proprio donna in questo, ammettiamolo. Odia il rumore, è vivace, esattamente come tutti i bambini della sua età.

Quindi uno potrebbe pensare “e cosa c’è che non va”. Niente infatti, se non che lei è affetta da trisomia 21, o più semplicemente conosciuta come sindrome di Down.

A Nicole non interessa che tu sia alto, basso, brutto o bello. A lei interessa essere felice. Perché la sua normalità non è la nostra. Un cromosoma le ha dato un dono speciale nelle difficoltà di ogni giorno. A lei non importa dei nostri problemi, perché lei è felice così.

Siamo noi che vediamo buio dove lei veda la luce. Lei nel suo mondo vive perfettamente. E noi dobbiamo darle la possibilità di crescere in un ambiente che non vede la sua diversità ma vede Nicole e le sue capacità, quelle che persone competenti, riusciranno a tirare fuori.

E questo è quello che dovremmo fare tutti quando incontriamo persone speciali.

E allora perché noi ci creiamo paturnie quando non dovremmo? Perché vediamo problemi quando non ci sono? E se non esistono li creiamo? Perchè non possiamo essere semplicemente felici come Nicole? Perchè non riusciamo ad apprezzare le piccole cose, o le persone che abbiamo vicino?

Dovremmo imparare a guardare il mondo con gli occhi dei bambini, che non fanno distinzioni.

Abbiamo tutti sempre qualcosa da imparare dagli altri. Da persone che sono più abili di noi soprattutto.

Vi ‘regalo’ la mia piccola grande Nicole.

Vi regalo un sorriso pieno d’amore.

 

Roberta Sarasin


“exozero1"

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