Veneto

Rischi, componenti, reazioni: guida alle “bufale” sui vaccini

La vaccinazione come tutti gli eventi di massa fa parlare di sé, dando vita a quella che in termini scientifici si definisce aneddotica, cioè il sentito dire senza verifiche, che col passaparola spesso diventa fake news. Ecco una carrellata di bufale, e della relativa spiegazione, che alimentano la diffidenza nei confronti della via maestra per uscire dalla pandemia.

I vaccini contro il Covid-19 sono sperimentali

No, tutti i vaccini approvati dall’Ema sono il risultato di sperimentazioni concluse e successive revisioni, per cui sono sicuri ed efficaci. Quando in rarissimi casi e fasce precise di popolazione ci sono stati problemi le autorità lo hanno comunicato e hanno modificato di conseguenza i criteri di vaccinazione.

Gli effetti collaterali si vedono nel tempo

La maggior parte degli effetti collaterali si manifesta entro pochi minuti e al massimo entro due giorni. Si tratta di eventi rari e leggeri, a meno di soffrire di patologie particolari per le quali c’è la visita medica precedente la vaccinazione. I centri vaccinali hanno tutta l’attrezzatura per fare fronte a particolari situazioni ed è per questo che dopo la dose si attendono 15 minuti in osservazione.

Nei vaccini c’è il metallo

Una volta forse, e non ne è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità contenuta nei vaccini. Oggi nel Pfizer ci sono mRna, composti chimici, colesterolo, potassio cloruro, potassio diidrogeno fosfato, sodio cloruro, fosfato disodico diidrato, saccarosio e acqua. E nell’AstraZeneca adenovirus di scimpanzé, L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, cloruro di magnesio esaidrato, polisorbato 80, saccarosio, disodio edetato e acqua.

I vaccini fanno venire l’autismo

È una leggenda che risale al vaccino contro il morbillo e nasce da uno studio fraudolento di un medico inglese radiato dall’albo. Numerose ricerche scientifiche provano l’esatto opposto.

I vaccini indeboliscono il sistema immunitario

Al contrario, sono un’ottima ginnastica per l’organismo e secondo gli immunologi qualsiasi vaccino fortifica almeno in parte contro tutti gli agenti patogeni.

Meglio prendere la malattia in forma lieve che vaccinarsi

Ammalarsi di una patologia prevenibile con il vaccino impegna il sistema immunitario molto più di quanto accada sottoponendosi alla vaccinazione, ed espone a parecchi rischi soprattutto nel caso di un virus nuovo i cui effetti a breve e lungo termine sono tutti da studiare.

I vaccini a Rna cambiano il codice genetico

Impossibile, l’Rna messaggero trasporta semplicemente le istruzioni per la produzione della proteina Spike utilizzata dal virus per attaccarsi alle cellule, così che l’organismo produca gli anticorpi specifici.

Se la malattia per i giovani è simile all’influenza è inutile vaccinarsi

Purtroppo ci sono rari casi di ricoveri con sintomi gravi anche nelle fasce di età minori, nonché serie preoccupazioni per gli effetti del long Covid pure sugli asintomatici guariti. E poi ci sono giovani particolarmente esposti, fragili o con altre malattie. Infine, non è corretto paragonare il Covid all’influenza, sia per la sua storia sia perché anche per quest’ultima è consigliata la vaccinazione a bambini, anziani e fragili.

La vaccinazione ai bambini fa male

La posizione della Società italiana di pediatria è di consigliare caldamente il vaccino a tutti i ragazzi dai 12 anni in su, come da autorizzazione dell’Ema. Il motivo per cui non si vaccinano ancora i più piccoli è che sono in corso le verifiche sugli studi riguardanti quelle fasce di età.

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