Veneto

Ritorno a scuola? Molti dubbi

«Tornare in aula il 7 gennaio o 15 giorni dopo non cambierebbe la vita dei ragazzi, ma servirebbe a valutare l’impatto delle vacanze di Natale, considerando l’esperienza dell’estate. Si potrebbero usare le due settimane per calibrare meglio il rientro. A tutti manca la didattica in presenza, ma il ritorno a scuola deve essere subordinato al rispetto di garanzie». È la proposta di molti docenti del veneziano. «Gennaio è il mese delle influenze stagionali». Il timore di molti prof, in effetti, è proprio quello di trovarsi di fronte a classi falcidiate dalle assenze, come già a ottobre, con aule dimezzate, vista la necessità di rimanere a casa all’insorgere appena di un raffreddore. D’altra parte, nonostante le superiori siano chiuse da oltre un mese, i dati che segnano l’andamento del contagio negli istituti del territorio dell’Usl 3 fanno riflettere.

Scuola e trasporti

scuola gambarare

Ogni giorno, in media, le scuole hanno dovuto affrontare quasi 12 casi, con un nuovo focolaio ogni 24 ore e una decina di classi interessate. Elevatissimi gli isolamenti, con oltre 50 persone poste in quarantena ogni giorno. Ora ci sono 67 studenti positivi, 738 dalla riapertura; 54 e 305 professori. Mentre sono 120 le classi interessate (875 dall’inizio), ma solo due i focolai attivi. La maggior parte dei casi (39) all’infanzia. Tantissimi, ovviamente, a Venezia (65), diversi a Mirano (10), Scorzè (8) e Martellago (7).Per il ritorno in aula, ora la palla passa alle istituzioni. Con un tema, sugli altri: il nodo trasporti. Per questo il prefetto Zappalorto ha convocato un tavolo per martedì e mercoledì, a cui parteciperanno i direttori degli uffici scolastico regionale, Carmela Palumbo, e provinciale, Mirella Nappa. Occasione per discutere della ripartizione degli 802 bus in più per la ripartenza. Un centinaio dovrebbe andare al Veneziano, dove nei giorni scorsi le società di trasporto privato avevano messo a disposizione di Actv 66 mezzi; mentre Atvo non necessita di appoggi esterni.

I trasporti e Jesolo

È necessario che sia redatto un piano serio. Non come quello di settembre, quando l’80% di capienza nei mezzi non era rispettato. Il 65% dei miei studenti va a scuola con l’autobus. È stata sprecata un’intera estate, speriamo che non venga sprecato altro tempo. Perché a scuola continuiamo a lavorare tutti: professori e studenti. Sento dire che stiamo allevando una generazione di ignoranti, ma è falso. Ora però chiediamo che, come noi abbiamo lavorato bene, lo stesso si faccia anche all’esterno. Con il piano trasporti, con i tamponi, con un sistema di tracciamento serio, che non ci costringa a un continuo “apri-chiudi”. Non è possibile rifare continuamente gli orari. Intanto, ieri sono stati eseguiti i tamponi alla media Michelangelo di Jesolo e, su oltre 500 studenti, 3 sono risultati positivi, le cui 3 classi sono ora in isolamento. Inoltre, il sindaco di Jesolo Zoggia ha firmato un’ordinanza di chiusura della scuola di Jesolo Paese che resterà in vigore sicuramente oggi, in attesa di terminare con tutti gli esiti dei tamponi che potrebbero portare anche ad altri isolamenti di classi. Isolamento che è scattato oggi per due prime della elementare Leopardi di Campagna Lupia, i cui studenti sono contatti stretti di un positivo.

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