Veneto

Rt verso l’1, ma il Veneto resterà giallo: ecco perchè

Nonostante un Rt allo 0.95 – e quindi prossimo all’1 che farebbe scattare la colorazione dai toni più cupi – il Veneto non rischia il passaggio in zona arancione, come paventato ieri dall’assessora alla sanità Manuela Lanzarin. La rassicurazione è arriva direttamente dal governatore Zaia, nel corso del punto stampa quotidiano nella sede della Protezione civile di Marghera.

Non c’è solo l’Rt

I parametri che decidono il passaggio di colorazione, infatti, sono molteplici, non esaurendosi nel solo Rt. «Ci sono tre scenari, ognuno dei quali prevede delle specifiche misure da adottare. E noi abbiamo uno scenario di rischio basso. Grazie all’incidenza, che da noi è molto moderata (97 positivi ogni 100 mila abitanti), non andremo in zona arancione: né lunedì prossimo, né la settimana successiva» ha precisato Zaia, sottolineando inoltre che il valore indicato oggi è in realtà una fotografia ferma a quattordici giorni fa.

I dati

«Adesso i dati sono sicuramente più bassi». Ulteriori distinzioni andrebbero poi fatte tra province. «Se anche l’Rt del Veneto andasse a uno non dovremmo andare in zona arancione, perchè siamo a rischio basso. Abbiamo comunque una previsione di abbassamento dell’Rt… questo è l’Rt di 14 giorni fa» Se, in quella di Treviso, l’Rt è a 0.81, il valore è necessariamente sopra l’1 altrove. Ma, spiega Zaia, in queste due settimane, la cifra è scesa ovunque e non ci sono aree che destano particolare preoccupazione.

Aspettando il 20 maggio

«C’è omogeneità in tutto il Veneto» aggiunge Lanzarin. In ogni caso, con l’avanzare della campagna vaccinale, le regioni spingono affinché anche i parametri vengano rivisti. «Chiediamo l’introduzione degli Rt sintomatici e Rt ospedaliero. E’ giusto dare più spazio all’impatto ospedaliero-sanitario, considerando che è già stato vaccinato mezzo milione di veneti» conclude il governatore.  «Dobbiamo scavallare il 20 maggio poi si ipotizza che tra vaccino e cambio delle temperature il virus qualche spallata se la prende – ha proseguito – Bisogna arrivare salvi a fine maggio».

Un terzo dei veneti vaccinati ma il rischio c’è

«Ormai – ha proseguito – un terzo dei veneti sono vaccinati, abbiamo i monoclonali, abbiamo dispositivi. Il gruppo di lavoro coordinato dalla dottoressa Russo con l’Iss punta ad avere nuovi parametri, che introducano il principio di automatismo, come è avvenuto per i colori delle aree. Sì all’Rt ma soprattutto all’Rt con sintomi e all’Rt ospedaliero, in un contesto di dinamicità». Sottolineando che «comunque resteranno le zone», Zaia ha notato che «anche se qui c’è rischio basso, c’è il rischio che per un calcolo questa estate i turisti si trovino a essere chiusi senza muoversi. Non sto liquidando la partita Coronavirus, ma vedo tanti happy hour, tanti assembramenti. Dico ai giovani: dateci tregua almeno fino a giugno, finiamo questa valanga di vaccini – ha concluso – così abbiamo messo in sicurezza migliaia di cittadini».   

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