Veneto

Ruspe in vista al Villaggio Sinti

Doveva essere provvisorio, ma ormai sono passati già nove anni. Nove esatti, perché era il 25 novembre del 2009 quando le famiglie che arrivavano dal campo di via Vallenari vennero trasferite nel nuovo Villaggio di via del Granoturco: 38 unità abitative di 23 metri quadri ciascuna distribuite in 20 casette prefabbricate. Ma ora, avviato con successo il trasloco di parecchie famiglie in alcuni appartamenti, si inizierà davvero a smantellare quello che è sempre stato visto come un ghetto lontano da qualsiasi idea di integrazione. E le ruspe stanno già scaldando i motori.

«I Lavori pubblici stanno procedendo con l’appalto per la demolizione dei primi cinque moduli abitativi – conferma Luciana Colle, vicesindaco ed assessore alla Casa che, assieme all’assessorato alla Coesione sociale, segue da vicino l’andamento di un villaggio che è sempre stato al centro delle polemiche – Si tratta di casette ormai disabitate e in pessime condizioni, che non possono nemmeno essere riutilizzate in altri modi perché, per esempio, le pareti sono piene di infiltrazioni dal terreno. È l’inizio di un’operazione per un campo che dovrà essere smantellato per legge, perché tutte le casette dovranno essere buttate giù».

È facile che più di qualcuno pensi già alla battaglia di gran parte del centrodestra contro i campi nomadi, ma va la pena ricordare che già nel 2013 il compianto Bruno Filippini, allora assessore alla Casa nella Giunta di Orsoni (centrosinistra) parlava così del Villaggio di via del Granoturco: «C’è poco da dire: è stato un errore. Forse allora non c’era una soluzione diversa, ma oggi l’alternativa la dobbiamo trovare. Stiamo valutando l’ipotesi di chiuderlo».
Un passo che l’attuale Giunta vuole compiere, anche se con tempi tutti da valutare perché si tratta di un lavoro non facile.

 

«Otto nuclei si sono trasferiti in appartamenti con ottimi risultati di integrazione – riprende Luciana Colle – Le famiglie sono seguite dagli operatori di Etam, dei Servizi sociali, dai mediatori culturali, con un monitoraggio continuo e un feedback positivo dopo un lavoro di un anno e mezzo. Risultati importanti, perché i figli sono inseriti regolarmente a scuola, la convivenza con i vicini di casa non ha creato problemi e gli adulti stanno seguendo un percorso virtuoso di inserimento lavorativo».

Un percorso di accompagnamento sociale per l’integrazione e il raggiungimento dell’autonomia economica delle famiglie del campo Sinti che avviene anche grazie ai fondi del Piano Pon Mestro per le Città metropolitane, che ha messo a disposizione complessivamente 250mila euro. «Le persone più anziane – riprende Luciana Colle – sono state invece trasferite in altre strutture, e anche questi inserimenti sono andati a buon fine».

Insomma, il Villaggio Sinti si tra progressivamente svuotando e, dopo il passaggio delle ruspe, verrà ridotto di un quarto rispetto alla situazione attuale. E il resto? «Stiamo procedendo su questa strada con altre famiglie – spiega la vicesindaco – e, va detto, in molti casi si tratta di persone che hanno dimostrato impegno e voglia di inserirsi, mantenendo queste casette come gioiellini. In altri casi le cose stanno diversamente».

Già, e i ripetuti fatti di cronaca (ultimo in ordine di tempo il caso degli atleti della Venicemarathon derubati) dimostrano come non sia facile gestire certe situazioni, oppure quella di una famiglia che ha allargato il proprio alloggio sfondando una parete per impossessarsi dell’appartamentino vuoto nella stessa casetta. «Stiamo studiando come mettere un freno a questo tipo di comportamenti, sia negli uomini che nelle donne, che non si fermano nemmeno davanti alle forze dell’ordine» conclude Luciana Colle. Intanto, però, l’imminente arrivo delle ruspe potrebbe essere un segno anche per loro che le cose stanno cambiando.

Per il gentile concessione di TGVenezia

A.V. 

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