Veneto

Sale il tasso di positività

Aumenta il tasso di positività cioè il rapporto tra nuovi casi positivi e tamponi effettuati. Resta quindi sempre molto difficile la situazione italiana, come conferma Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente ordinario di Igiene all’università Cattolica del sacro cuore di Roma: «Siamo ancora nel pieno della seconda ondata del Covid, e dicembre e gennaio saranno due mesi terribili per due motivi: per i problemi nell’accesso ai servizi e per le tante differenze a livello regionale».

Numeri

Sono 13.720 i positivi al test sul coronavirus con 111.217 tamponi nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 528 per un totale di 60.606 dall’inizio dell’epidemia Il rapporto tra positivi e tamponi è del 12,3%, in aumento per il secondo giorno consecutivo, ieri dello 0,8%.Sono stati 144 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, in calo di 72 unità , portando il totale delle persone in rianimazione a 3.382. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 133 più di ieri, per un totale di 30.524 pazienti. La regione con più casi è il Veneto, che rimane in crescita (+2.550), seguita dall’Emilia Romagna (+1.891), dalla Lombardia (+1.562), dal Lazio (+1.372) e dalla Campania (1.060). I casi totali salgono a 1.742.557.

L’allarme

«È molto importante continuare con il rispetto delle regole – avverte Ricciardi – sia a livello individuale che da parte degli organismi istituzionali, perché se si allentano le misure troppo presto non solo non si inverte il trend, ma il rischio è quello di trovarci di fronte a mesi difficilissimi, in cui Covid e influenza correranno insieme. Perché il coronavirus circola ancora in modo importante, e non rispetta i confini regionali». Nel frattempo si lavora al piano per la distribuzione del vaccino. Ieri il commissario straordinario Domenico Arcuri ha illustrato alle regioni gli ultimi aggiornamenti sul lavoro in corso. Si è parlato di un hub per la distribuzione dei vaccini in ogni Regione, e di oltre 28 milioni di dosi a disposizione entro la fine di marzo. Dovrebbe esserci un’indagine sierologica per valutare qualità e durata della risposta del vaccino sulla popolazione, quasi 6,5 milioni di italiani che rientrano nelle categorie ‘prioritarie’ da vaccinare e la possibilità che anche i medici in pensione possano dare un contributo per sgravare il personale degli enti locali.

Le Regioni

Le regioni hanno chiesto un’integrazione dei sistemi informatici con quelli regionali, un’anagrafe sanitaria e il coinvolgimento delle farmacie. Suggerimenti che il commissario ha mostrato di accogliere nella maggior parte dei casi o che la struttura del commissario ci sta già lavorando. Qualche ulteriore dettaglio arriva dal presidente della Liguria, Giovanni Toti, che avverte che «il sistema di prenotazione del vaccino e quindi, in qualche modo, l’anagrafe vaccinale, che poi comporterà anche il certificato di avvenuta vaccinazione che servirà anche per spostarsi da Paese e Paese nei prossimi mesi, sarà direttamente istituito dal Commissariato nazionale per l’emergenza». E aggiunge che sono «previste diecimila assunzioni a livello nazionale per le vaccinazioni, di cui il 4 per cento sarà in Liguria”».

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