Veneto

San Donà: truffa da 7 milioni

Venice Investment , l’onda lunga della truffa finanziaria del Nord Est investe anche il basso Piave. Il rinvio a giudizio di Fabio Gaiatto e di tutti gli altri soggetti coinvolti nella maxi truffa a danno di migliaia di investitori ha svelato anche a San Donà, e non solo nel Portogruarse, altri 350 casi. Una truffa da oltre 7 milioni di euro in riva al Piave che aggiunge ai 40 milioni e oltre complessivi.

Il processo si terrà il 16 Febbraio a Cordenons: potrebbero presentarsi 1000 parti civili.

Lo studio legale dell’avvocato Luca Pavanetto sta seguendo i clienti di San Donà.

“I reati contestati dalla Procura di Pordenone”, spiega Pavanetto, “che ha condotto in sinergia con la guardia di finanza un’ indagine davvero esemplare per tempismo ed efficacia, sono tra gli altri l’associazione a delinquere, la truffa aggravata e l’esercizio abusivo di attività di gestione del risparmio e auto riciclaggio”.

“La Venice Investment Group”, aggiunge, “nel suo modus agendi ha proposto a migliaia persone di effettuare degli investimenti nel “Forex” promettendo dei rendimenti rilevanti. Tuttavia, gli investitori truffati sono rimasti privi, nella maggior parte dei casi, sia dei rendimenti che del capitale investito”, precisa il legale, “un vero e proprio terremoto finanziario che ha prosciugato le ultime sostanze di un tessuto economico già distrutto dal collasso di alcuni importanti istituti bancari”.

Lo studio di San Donà è un punto di riferimento per le famiglie che stanno vivendo mesi di tensione.

“Molte”, conclude Pavanetto, “sono state costrette a rivolgersi a istituti di credito per supplire alla mancanza di liquidità, causata dalla vicenda ora chiamata a processo. Tra le parti lese ci sono coloro che hanno investito i risparmi della pensione, chi il risarcimento di gravi danni fisici. Altri ancora hanno stipulato dei contratti di finanziamento con istituti di credito per poter investire delle somme con Venice Investment. Per la gran parte di essi oggi, la soglia di povertà è più vicina”.

Giovanni Cagnassi 

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