Veneto

San Gottardo: “il villaggio dei dannati”?

Vicenza: A distanza di trent’anni, il ricordo di quei misteriosi fatti

Il villaggio dei dannati

Quello che è uno dei titoli di genere più famosi diviene la denominazione di una frazione del piccolo comune di Zovencedo, San Gottardo, in provincia di Vicenza. Ma se si pensa che questo sia il reportage di un set horror allestito sui suggestivi colli Berici, si cade in errore. Quella che segue è infatti una storia vera e inquietante che ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni, rimane segnata dal mistero. Per saperne di più basta cliccare su eventi misteriosi sui monti berici.

San Valentino…di terrore

Tutto ha inizio in occasione della festa degli innamorati nel lontano ’90. Improvvisamente, una sequela di strani e inspiegabili fenomeni vengono segnalati alle autorità locali e ai tecnici delle varie ditte fornitrici di servizi: rivestimenti di interruttori elettrici iniziano letteralmente a liquefarsi, come tutto ciò che vi è in plastica, televisori si accendono e spengono automaticamente, tantissime le segnalazioni di animali nati o rinvenuti privi di vita.

Panico e suggestione

Per oltre un mese gli inspiegabili fenomeni non accennano ad interrompersi, allertando gli uomini di chiesa e le autorità locali che, impreparate, non riuscendo a placare l’ansia generale che induce a malori e malesseri collettivi, scendono in campo in prima persona per poi fuggire a gambe levate. Rinomato infatti il caso dell’allora sindaco di Zovencedo che, deciso a porre fine alle dicerie, si reca nella piccola frazione per poi assistere in diretta all’incendio del fanalino della sua auto.

Il fuoco del diavolo (a stelle e strisce)

Autocombustioni, oggetti che si spostano e malori, assieme a un vero e proprio fenomeno mediatico scatenato dalla stampa locale, portano in breve tempo all’apertura di un’indagine. I risultati non tardano ad arrivare. E mentre già si grida a una maledizione occulta lanciata sulla piccola comunità, presto la risposta degli esperti tecnici convocati traccia il profilo di quella terribile minaccia fantasma: si delinea la forma di un campo elettromagnetico ad altissima densità, provocato dai tantissimi ripetitori lì attorno installati e da presunte apparecchiature “diaboliche” in quei giorni utilizzate per misteriosi esperimenti ad oggi mai appurati e cessati d’improvviso, a distanza di oltre un mese.

Nemici o alleati?

Che le invalicabili basi U.S.A. situate a Vicenza e provincia siano di casa presso i colli per esercitazioni ed esperimenti non è una novità. Ciò che inquieta è la portata e la dannosità che tali sperimentazioni (quanto poi lecite?) possono riversare sulla popolazione locale. Sono migliaia i soldati e i civili alle dipendenze del governo della Casa Bianca residenti nel vicentino per via della presenza delle basi militari: una vera  e propria colonia che ha portato alla creazione di fast-food in pieno stile americano, pub e persino incontri settimanali rivolti a coloro che vogliono apprendere la lingua interloquendo davanti a un bicchiere con soldati e civili U.S.A.

Basi militari o miniere d’oro?

Sembrano felici i commercianti e i titolari di aziende operanti nel vicentino quando riescono ad accaparrarsi un gruppo di americani come clienti. Gli stipendi altissimi legati alla trasferta e le agevolazioni loro spettanti fanno gola all’economia locale. All’interno una vera e propria gerarchia, suddivisa in fasce di reddito e comfort che, a partire dai civili, contribuisce a risanare il mercato. A partire da quello immobiliare. Tanti infatti gli appartamenti in pieno centro ceduti in affitto a civili operanti presso la Caserma Ederle. C’è poco da meravigliarsi: il governo americano, ad alcuni di loro, destina mensilmente sino a 2.500 euro solo per l’alloggio.

L’incubo ritorna

Ora, a meno di un mese dal trentennale di quei terribili fatti che hanno segnato per sempre la comunità di Zovencedo, ritorna il ricordo e la paura di un incubo che, proprio come nella miglior tradizione horror, vede dietro il male la mano devastante dell’uomo. Sperando che non si riveli necessario, come per il cinema, un sequel. Per approfondire la questione Dopo 30 anni.

 

Nico Parente 

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close