Veneto

Sanitari, in Veneto 19.800 restano no vax. Da lunedì scattano le sospensioni

Nel Veneto quasi ventimila operatori sanitari sfuggono all’obbligo vaccinale: meno di cinquemila nel sistema sanitario pubblico, più di quindicimila tra le libere professioni. A tre mesi dall’introduzione dell’obbligo di vaccino per il personale sanitario e a sette mesi dall’avvio della campagna di profilassi, 19.852 dipendenti e professionisti della sanità non hanno ancora aderito su circa 100 mila lavoratori. Il numero è stato al centro di un incontro tra il segretario regionale della sanità, Luciano Flor, e i rappresentanti degli ordini regionali delle professioni sanitarie.

Un dato preoccupante

Il dato, aggiornato al 13 luglio, appare in qualche misura preoccupante in vista del previsto aumento dei contagi legati alla variante Delta. Dalla Regione si conferma che la prossima settimana verranno comunicati i nominativi dei primi camici bianchi, infermieri e oss, sospesi senza stipendio fino a fine anno per aver rifiutato la vaccinazione. Un passaggio quanto mai delicato perché, oltre a produrre gli inevitabili ricorsi amministrativi, andrà a impattare sull’operatività di molti reparti ospedalieri, case di riposo e ambulatori territoriali e di continuità assistenziale. Impossibile chiudere i servizi, saranno le Ulss a dare delle priorità. Questa la linea adottata dalla Regione.

L’opinione di Noce

«Il dato di giugno era di 40 mila operatori non vaccinati: grazie alle campagne di informazione e sensibilizzazione, il numero si è gradualmente ridotto a 20.345 sanitari veneti non vaccinati al 6 luglio che questa settimana sono scesi a 19.852. Numeri rilevanti che speriamo possano ridursi ancora» rileva Francesco Noce, alla guida della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Regione Veneto.

Le Ulss

Guardando ai dati per singola azienda sanitaria, il maggior numero di professionisti che non hanno effettuato l’inoculazione, ben 4.428 risiedono nell’Ulss 6 Euganea, seguono l’Ulss 9 Scaligera con 3.790 operatori e l’Ulss 2 Marca Trevigiana con 3.695, l’Ulss 3 Serenissima con 2.112, mentre sono sotto il migliaio di rifiuti l’Ulss 1 Dolomiti (874) e Ulss 4 (722). Il vaglio delle posizioni è un procedimento quanto mai spinoso, vista la mole imponente di certificati prodotti e cavilli sollevati per motivare il rifiuto della profilassi. Dalle ultime stime fornite dalle Ulss circa l’80% della documentazione prodotta riporta anomalie. «Non è facile districarsi tra i certificati falsi che saranno segnalati alle autorità competenti» rileva Noce. La riunione si è conclusa con l’annuncio delle prime sospensioni tra pochi giorni. «Per evitare l’interruzione dei servizi o la chiusura di interi reparti, causa mancanza di personale, le aziende sanitarie moduleranno le sospensioni in base alle esigenze organizzative» conclude Noce. «Tutti sono chiamati a vaccinarsi, pena la sospensione, magari ci vorrà qualche giorno in più per alcuni, ma a nessuno sarà assicurato il salvacondotto».

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