Veneto

Serenella Vallotto Capolista della circoscrizione di Padova per Veneto – Italia Viva

Cosa l’ ha convinta a candidarsi per le regionali con il Partito di Italia Viva?

 “Non posso certo dimenticare, l’incarico di seguire il mondo della “Buona scuola” nel gruppo di lavoro del PD nazionale per conto del Partito provinciale, in sede nazionale e la partecipazione, come delegata all’ Assemblea Nazionale, durante la segreteria Renzi.

Aderire a Italia Viva è per me la conseguenza di quel “percorso nazionale”: ho sostenuto l’azione politica che Matteo Renzi ha condotto come Segretario e come Presidente del Consiglio, fatta di scelte innovative, coraggiose e lungimiranti, spazio vivo di riflessioni, di confronti, di dialoghi, di ricerca di nuove strade

Quando si mette la faccia in politica, non si può improvvisare, ci si deve preparare e se nel mentre hai un gruppo che ti sostiene e che ha competenze diverse che ti servono per rispondere alle istanze della società allora puoi tentare. Ciò che ti dà la politica in termini di apertura mentale e di ricerca di risposte non la trovi in altre esperienze”. 

Quali sono i punti del suo programma al di là della lista che rappresenta?

 “EUROPA: creare una società di servizi o un team di esperti che  aiuti concretamente imprese e scuola a “portare a casa” quei fondi strutturali europei – milioni di euro -che per l’ inadeguatezza del management delle imprese e della scuola facciamo ritornare a Bruxelles

GIOVANI: mettere  al centro delle scelte politiche anche regionali i giovani. Chiedersi: – Questo provvedimento è utile alla questione giovanile? Oggi i giovani diminuiscono; servono giovani più istruiti; quando i ragazzi finiscono gli studi i nostri ragazzi restano a casa in media fino all’ età di trent’ anni  e in tre milioni non lavorano e non studiano; quando trovano lavoro dopo una trafila di stage e tirocini i giovani guadagnano poco. La Regione Veneto deve farsi carico di una proposta di Riforma per i giovani. Una proposta che può essere fatta da chi sa governare una regione e non da chi sa amministrare l’esistente.

SALUTE: il modello lombardo ha dimostrato tutte le sue fragilità durante l’ emergenza sanitaria da Covid. L’ attesa per una visita sanitaria non può essere eliminata perché vai dal privato. La Regione deve potenziare personale per la nostra salute.

VIAGGIARE : ATTIVARE UN BIGLIETTO UNICO INTEGRATO REGIONALE e poter viaggiare con la metropolitana leggera che collega Padova a Bassano. Un sogno realizzabile!”

Se è eletta quale sarebbe la sua prima azione?

 “Lo strapotere della burocrazia che in Italia oltre a bloccare le attività, rallenta e snatura le poche riforme che la politica riesce a produrre. E’ un problema che si è talmente radicalizzato nel sistema che rappresenta un bacino di voti troppo importante. Semplificare e  snellire la burocrazia  per studi di settore, imprese, scuola. La necessità di avere un comune linguaggio di comunicazione E’ FONDAMENTALE SE VOGLIAMO AIUTARE l’ ECONOMIA”.

Come sta vivendo queste elezioni per certi versi giocate più sui social che a confronto con la gente? Lei come si sta comportando?

 “Oggi, tanta informazione  politica si fa sui social e il mondo virtuale non sai mai quanto vero possa essere. Abbiamo perso quel contatto, quelle relazioni che permettono di costruire sul campo. Se fossimo a scuola direi che il vuoto dovrebbe essere riempito con i contenuti.

Oggi la discussione, le parole scurrili, le offese corrono sui tasti e arrivano dirette. Personalmente non riesco ad abituarmi alla superficialità che si incontra, al gusto di scrivere solo per il gusto di offendere. C’è modo e modo per discutere sui temi, esprimere posizioni diverse per confrontarsi. L’ offesa fa male. Nel momento in cui fai una scelta social  hai bisogno di qualcuno che ti segue la comunicazione. L’ amicizia con un gruppo di persone sta facendo il resto.

Una considerazione più ampia: il rischio di avere disponibilità economiche diverse rischia di mettere in evidenza la visibilità di un candidato rispetto ai contenuti espressi per rappresentare l’ elettorato. Anche su questo c’è una grande disparità anche nei social”.

Faccia un appello al voto. Molti sondaggi indicano che quest’ anno ci sarà un grosso calo e l’astensionismo potrebbe ribaltare ogni risultato

 “L’astensionismo non può essere sinonimo di “intanto le cose non cambiano” oppure “non vado a votare perché non mi interessa”. 

L’astensionismo è sinonimo di mancanza di identità in chi mi rappresenta, sfiducia nelle istituzioni.

VOTARE E’ dire “voglio questo presidente”, “scrivo il nome di questo consigliere”, perché sono loro che miglioreranno la nostra vita quando dovranno governare.

NON possiamo delegare agli altri ciò che possiamo decidere noi nel segreto dell’urna:

E’ una scelta andare a votare e anche una opportunità per cambiare”.

Descriva se stessa in poche parole  il perché condivide certi ideali

 “Ho 53 anni, vivo da sempre a Cittadella (PD), mi sono formata nelle associazioni giovanili cattoliche. Ho iniziato la mia attività lavorativa come insegnante elementare, sono approdata successivamente alla docenza anella scuola media, dal 2008 insegno italiano e storia nell’ ITS Girardi di Cittadella. Essere insegnante è una missione, prima che un lavoro. La diversità, l’estrazione sociale diversa, religioni diverse sono la ricchezza della scuola e sull’ amalgama che riesce a creare. La scuola ha molto da insegnare al resto della società

Mi impegno per qualcosa in cui credo, per un’ idea e mai contro qualcuno: Non promesse ma proposte; dialogo e non scontro. E’ una questione di stile.

Coerenza e tradizione per ridisegnare il futuro insieme. Serve riprogettare le città dove si può ritrovare la comunità.

 Onesta ed umiltà sono valori che sin da piccola ho ricevuto dalla mia famiglia. Li porto in politica”.

Per quale motivo una persona dovrebbe dare il voto a lei e non a un altro della sua lista?

 “Sono Veneta, amo la mia Regione, della quale conosco pregi e difetti, punti di forza e situazioni migliorabili

La mia esperienza lavorativa e politica, la mia determinazione mi hanno aiutato a creare relazioni valide e concrete al di là di ogni burocrazia e di ogni ostacolo perché credo che la formazione, la collaborazione, la professionalità qualifichino “il valore politico”.

Se dopo trent’ anni ancora mi metto in gioco, pur sapendo che metaforicamente parlando la partita elettorale è una corsa tra una Ferrari e una Cinquecento, significa che la mia passione per il bene comune è grande. Contagiata dagli studenti non posso fingere di non preoccuparmi per loro”.

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