Veneto

Serrata maggiore

Quanto preannunciato nei giorni scorsi dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia è stato confermato dal governatore stesso, durante il consueto aggiornamento dal quartier generale della protezione civile a Marghera. Serrata maggiore. Tutti i negozi di alimentari di qualsiasi dimensione, fino al 3 aprile, resteranno chiusi la domenica. Restano aperti invece farmacie, parafarmacie e edicole. Parchi, giardini pubblici e siti di aggregazione chiusi. Bar aperti solo nella rete autostradale e nei distributori della rete extraurbana secondaria da lunedì a domenica, dalle 6 alle 18. Il presidente del Veneto ha annunciato che andrà avanti per la sua strada, l’ordinanza restrittiva emanata venerdì 20 non verrà ritirata anche dopo le nuove disposizioni del governo della serata. Zaia ha chiarito. I cittadini sono tenuti ad rispettare la nostra ordinanza, ma non c’è alcun contrasto con le norme nazionali. «Venerdì sera – ha detto Zaia – è accaduto un fuori programma. Il ministro della Salute, Speranza, ha firmato l’ordinanza che va a regolare l’attività all’aria aperta. Diciamo subito che è in linea con la nostra. Non ritiro dunque l’ordinanza del Veneto. Resta valida fino al 3 aprile. A meno che il 25 marzo il nuovo Dcpm che il governo adotterà non preveda misure ancora più restrittive. Vedremo. Per ora dobbiamo tutti sottoporci ad un sacrificio, è necessario. Ma state sicuri che ne usciremo».

Serrata e controlli

«La Regione sta studiando una serie di misure di controllo sui reali comportamenti delle persone non ancora definite. «Sarà un sistema non coercitivo: dobbiamo arrivare a capire se una persona si muove di casa per andare in negozio una o dieci volte al giorno, comportamento inaccettabile. A costo di fare tamponi a tappeto a tutti».

Serrata su parchi e giardini

Saranno limitate le passeggiate e l’attività motoria ad un raggio di 200 metri da casa, con l’obbligo di documentazione del luogo di residenza-dimora. Ma non solo. Come era facile presagire, parchi, giardini pubblici e tutti i luoghi nei quali è facilitato l’assembramento di persone subiranno una serrata. Sarà vietato l’utilizzo di monopattini e anche biciclette a passeggiata assistita. Saranno quindi consentiti solo gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ed emergenza e accessi agli esercizi commerciali aperti.

La serrata non è un gioco

«Non stiamo giocando a monopoli quando decidiamo di chiudere i negozi. – ha specificato Zaia. – Quando arriveremo alla fine capiremo se ha avuto senso agire in questo modo. Mi spiace per i disagi che stiamo creando ai cittadini. Ma anche loro devono sentirsi parte di questa battaglia. Dietro alle ordinanze che facciamo c’è un comitato scientifico, che valida propone e decide».

La specifica

«Si può uscire fino a 200 metri a casa, ho messo l’unità di misura perchè funziona sempre. Perchè non abbiamo indicato distanze più lunghe, 300-400-500 metri? E’ semplice: indicare più di 200 metri significa riempire le città, autorizzare chiunque ad uscire. Rivolgo un appello a tutti perchè rispettino l’ordinanza, non servono le forze dell’ordine per farla rispettare».

Il punto sui ricoveri

Sono 4031 le persone positive al coronavirus in Veneto, 12342 quelle in isolamento, 236 in terapia intensiva. Per un totale di 1.070 ricoveri. Sono questi i dati con cui ha aperto il punto stampa Zaia. «Abbiamo pazienti ricoverati in Infettive, semi intensiva e terapia intensiva che di fatto formano un grande ospedale hub. Lo dico perché c’è ancora chi non ha capito la gravità della situazione. Un quarto dei veneti ricoverati finisce intubato».

Le difficoltà

Zaia si è soffermato ancora una volta sulla difficoltà a reperire i presidi sanitari. Dalle mascherine ai respiratori, molti fermi alla frontiera e dirottati. Altri impossibile da reperire: «Partecipiamo a trattative per mascherine fuori da ogni senso etico. Si parte da 1 euro, si arriva a 4 o 5 euro per mascherina». La verità è che non ci sono dispositivi in giro per il mondo. «Non riusciamo a comprare mascherine». A chi chiede l’efficacia dei dispositivi di protezione realizzati da Grafica Veneta, Zaia risponde senza mezzi termini. «Quelle di Grafica Veneta sono mascherine che hanno un filtraggio garantito, e non sono un presidio sanitario. Tra niente e queste, meglio queste». A chi gli chiede del bilancio. La risposta è secca. «Me ne fotto. Scrivetelo pure. Me ne fotto del bilancio. E’ più importante la salute dei miei cittadini».

Contro la serrata

C’è anche chi, come Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, ritiene la serrata in parte «pericolosa e irrazionale». «Ridurre le aperture dei supermercati, chiuderli la domenica, per di più annunciandolo al venerdì pomeriggio, invece che controllarne il corretto e sicuro utilizzo, è una di quelle misure irresponsabili. Che stanno aggravando la crisi da coronavirus. La nuova genialata provocherà code e intasamenti. Quindi affollamenti, come sta già accadendo. Rischi inutili per migliaia di persone. Esattamente come quando si diceva di “tenere tutto aperto” e che tutto era “sotto controllo”. I contagiati, gli ammalati e i morti di queste settimane, di questi giorni e di queste ore, sono prodotti anche da quell’irresponsabile atteggiamento. I prossimi li dovremo anche a provvedimenti irrazionali come quello di stamattina».

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