Veneto

Si migliora. Ma troppo presto per festeggiare

Se i contagi continueranno a scendere con questo passo già tra una settimana potremmo rimettere la museruola all’epidemia. Le tabelle che gli scienziati del Cts davano raggiunta per Natale quota seimila, il numero dei casi giornalieri che consente di fare come si deve il contact tracing. Ossia rintracciare e isolare tutti i contatti stretti di ogni nuovo positivo, impedendo così ai focolai di trasformarsi in incendi. Ieri i nuovi casi erano 12.756, esattamente la metà di quelli contati una settimana fa, anche se con un numero di tamponi nettamente più alto. Ma pur con gli alti e bassi dovuti al numero altrettanto altalenante dei test eseguiti è dal 13 novembre che la curva dei contagi ha iniziato a flettere.

Nessun errore

E che non si tratti di un abbaglio lo dice la parallela discesa dell’indice di positività, ossia la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi che dal 16% del picco di metà novembre è calata ieri al 10,7%. Del resto anche il numero dei posti letto occupati dai pazienti Covid è in costante calo da giorni e ieri si sono liberati altri 25 posti nelle terapie intensive e 428 nei reparti di medicina. Anche se la pressione sugli ospedali resta alta. I letti in terapia intensiva occupati dai contagiati sono infatti ancora il 38%, al di sopra della soglia del 30% che per gli esperti dell’Iss garantisce la piena assistenza ai malati non Covid.

I reparti

Stesso discorso per i reparti di medicina, dove il tasso di occupazione è del 45%, cinque punti sopra il valore di sicurezza. Ma anche negli ospedali continuando di questo passo entrambe le soglie di sicurezza potrebbero essere raggiunte entro Natale. Del resto basta buttare un occhio alla cartina dell’Italia per vedere come il colore prevalente stia diventando il giallo, quello delle misure meno restrittive che da domenica faranno passare feste un po’ meno austere anche a lombardi, piemontesi, calabresi e lucani che, salvo sorprese, usciranno dalla fascia arancione dopo l’ordinanza del Ministro Speranza attesa già domani. Certo, contiamo sempre tanti morti, altri 499 ieri. Ma solo il 3 dicembre ne piangevamo quasi mille.

I numeri

E se i numeri dell’epidemia torneranno sotto controllo prima dei giorni clou delle feste potremmo metterci al riparo da quella terza ondata evocata in questi giorni da vari esperti, dal microbiologo Andrea Crisanti al consulente del ministro Speranza, Walter Ricciardi, al coro dei quali si è unito ieri il virologo Fabrizio Pregliasco. Ma il condizionale è d’obbligo, perché se cene, cenoni e shopping faranno risalire la curva il traguardo finirà per spostarsi ancora più in là. Insieme alle misure restrittive che il governo vorrebbe allentare dopo le feste.

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