Veneto

Simonetta Rubinato, candidata alla carica di Presidente della Regione con Veneto per le autonomie

Cosa l’ha convinta a candidarsi per le regionali con la lista civica di Veneto per le autonomie?

“La convinzione che le promesse di Zaia e della Lega per l’Autonomia sono semplicemente un bluff. E siccome da sempre mi sono impegnata per l’Autonomia, facendo approvare nel 2013 la norma che ha introdotto e imposto il negoziato al Governo nazionale, quando la Lega e Zaia erano ancora per l’indipendenza, non potevo rinunciare a offrire un’alternativa ai Veneti in questo appuntamento, qualunque ne sarà il risultato. Voglio dare voce nel prossimo consiglio regionale ai 2,2 milioni di elettori veneti che al referendum del 22 ottobre 2017 hanno votato sì all’autonomia e dopo tre anni sono ancora a bocca asciutta, nonostante al Governo ci siano stati nel frattempo i 5 Stelle, la Lega e il Pd, tutti per l’autonomia ma solo a parole”.

Quali sono i punti del suo programma al di là della lista che rappresenta?

“Autonomia prima di tutto.  Poi serve un patto per il lavoro e la semplificazione burocratica di cui anche il Veneto ha gran bisogno. E ancora: un piano per rafforzare la sanità territoriale e il welfare per le famiglie che si stanno facendo carico della non autosufficienza e di tante altre fragilità. Sul fronte delle infrastrutture serve un’inversione di rotta: basta sprechi di denaro pubblico e costi gravosi a carico degli utenti che favoriscono solo i profitti di privati. Servono investimenti pubblici per adeguare sia la rete stradale (riprendendocela da Anas a cui Zaia d’accordo con il Pd l’ha ceduta), sia quella ferroviaria ai bisogni di mobilità delle persone e delle nostre imprese, compreso un corridoio tecnologico che ci connetta finalmente all’Europa”.

Se eletta, quale sarebbe la sua prima azione?

“La prima azione è quella di chiedere al Ministro Boccia di portare subito in Cdm il disegno di legge che recepisca la pre-intesa siglata tra Zaia e il Governo Gentiloni nel febbraio del 2018 (cinque materie e correlative risorse) per cominciare finalmente ad avviare in concreto il percorso dell’autogoverno previsto dalla Costituzione. E poi lavoreremo coinvolgendo attori economici e sociali ad un piano strategico per il lavoro e lo sviluppo delle imprese puntando soprattutto sui settori che sono i nostri punti di forza: il turismo, il manifatturiero avanzato 4.0, l’export, l’agricoltura. Occorre rimettere in piedi l’economia e dare qualità all’occupazione giovanile oltre a sostenere i lavoratori nel passaggio a nuovi lavori più produttivi attraverso la formazione”.

Come sta vivendo queste elezioni per certi versi giocate più sui social che a confronto con la gente? Lei come si sta comportando?

“Con la consapevolezza di doversi confrontare con un sistema di potere che in oltre 25 anni di governo si è sclerotizzato con il sostegno di persone libere e coraggiose che credono nella necessità di avviare un percorso di cambiamento che sarà necessario per il futuro del Veneto. Non abbiamo dietro centri di potere, ci presentiamo da cittadini liberi ma con un bagaglio di esperienza e competenze sufficienti per essere adeguati a gestire le sfide future”.

Faccia un appello al voto. Molti sondaggi indicano che quest’anno ci sarà un grosso calo e l’astensionismo potrebbe ribaltare ogni risultato

“L’astensione è purtroppo il frutto di questo modo di fare politica come pura gestione del potere e della mancanza di alternanza che ha abbassato il livello della qualità della classe politica veneta. Con la nostra presenza intendiamo dare agli elettori un’alternativa credibile di persone preparate, che antepongono i bisogni dei veneti alle logiche di parte”.

Descriva sé stessa in poche parole e il perchè condivide certi ideali

“Sono una persona che ama il confronto, rigorosa, che crede in una nuova politica delle competenze e dei talenti che abitano i territori. E per questo metto la faccia nel tentativo di costruire una proposta dal basso, che vada oltre gli apparati, scardinando le logiche delle nomenclature”.

Per quale motivo una persona dovrebbe dare il voto a lei e non a un altro della sua lista?

“Noi siamo una squadra. Io ne sono soltanto la portavoce. Noi ci mettiamo nelle mani dei cittadini che con il loro voto possono farci raggiungere e superare la fatidica soglia del 3%. A partire dalla sottoscritta siamo tutti in corsa per raccogliere il maggior numero di preferenze”.

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Un commento

  1. I Veneti son stanchi d’esser approfittati da uno Stato baro, approfittatore e MAI generoso nei Nostri riguardi; nonostante il Gettito fiscale che sempre abbiam garantito a sto Paese, perennemente con i Conti in rosso; certamente non per nostro demerito! Più che crear problemi, siam stati un vero e proprio Valore aggiunto per Questo Pseudo-Paese, il Quale; oltre che irriconoscente nei nostri riguardi, ha rappresentato tutto fuorché una Risorsa per Noi; a ben vedere e a Conti fatti! Ora, come da Tradizione italica; anziché rispettare la Nostra Richiesta AUTONOMISTA; perfettamente Costituzionale, ci troviamo di fronte ai consueti boicottaggi tipici d’un Paese che; con un neofemismo, potremo definire “Poco Serio”! Grazie SImonetta per il tuo Impegno, a Questo punto è doveroso batter tutte le strade per Arrivar alla Meta, a quell’Emancipazione agognata da NOI e Utile come positiva ricaduta per tutto il Paese! E che IDDIO ce la mandi buona!!

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