Veneto

Sinistra veneta nel caos

Giorni di passione nella sinistra veneta alla ricerca di uno sfidante credibile nella sfida a Luca Zaia, grande favorito del voto regionale di primavera. La direzione del Pd, convocata in un primo tempo per venerdì 24 dal segretario Alessandro Bisato, slitta al 31, in attesa dell’esito elettorale in Emilia Romagna.

Il probabile sfidante

Chi morde il freno, nel frattempo, è l’unico sfidante dichiarato sulla piazza, il vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni. Esponente dell’alleanza civica-ambientalista “Veneto che vogliamo” ma di sinistra. «La prossima settimana riuniremo il tavolo che comprende Pd, movimenti civici, socialisti e verdi». Fa sapere. «L’obiettivo è superare i veti incrociati. Perché il candidato condiviso dev’essere la persona che meglio riesce ad amalgamare questi mondi. Creando entusiasmo intorno a un nuovo progetto che vada oltre l’immobilismo della Lega e sappia dialogare anche con 5 Stelle, +Europa e Italia in Comune».

Due linee a sinistra

A riguardo, però, il principale scoglio affiora in casa sinistra dove si fronteggiano ormai due linee. Quella del “sindaco ombra” padovano Massimo Bettin che giudica decisiva l’apertura della coalizione alle liste civiche e sostiene a spada tratta la candidatura di Lorenzoni. E le aspirazioni di esponenti rappresentativi quali Claudio Fracasso, Laura Puppato e lo stesso Bisato. Che non disdegnerebbero il ruolo di front runner, convinti che il partito più votato del centrosinistra debba sì lavorare all’allargamento dell’alleanza ma senza rinunciare ad esprimere una propria candidatura.

Chi sceglie?

A ciò si aggiunge una questione di metodo: a chi spetterà “incoronare” lo sfidante di sinistra? «Non certo a Roma e nemmeno a un comitato ristretto di capicorrente», replicano in molti. Suggerendo il ricorso alle primarie di coalizione. Una consultazione di iscritti e simpatizzanti già caldeggiata dall’eurodeputata Alessandra Moretti. E ora richiesta da gruppi di militanti (ultimo, in ordine di tempo, un circolo trevigiano) che qua e là avviano raccolte di firme.

Gli alleati?

Anche la ricerca di ulteriori partner rischia di rivelarsi problematica. «Con Calenda affronteremo le prossime regionali, in Veneto, Puglia, Toscana, Marche e Campania». Dichiara il renziano Ettore Rosato, deputato di Italia Viva. Convinto che «alla fine ci sarà anche Più Europa, con cui stiamo dialogando per lavorare insieme».

Chi ci mette la faccia

Il portabandiera è già in rampa di lancio: Alberto Baban, presidente di VeNetWork, una società che riunisce decine di imprenditori; il pupillo calendiano ha ricoperto per due mandati la presidenza della sezione pmi di Confindustria nazionale. Non bastasse, anche i grillini “pentiti” di Italia in Comune sembrano intraprendere una strada diversa. «Sono pronta ad aderire alla lista del Forum Ambiente che correrà da sola». Fa sapere la coordinatrice del movimento, Patrizia Bartelle.

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