Veneto

Stretta sulle feste

Situazione stazionaria, nella sua drammaticità: anche ieri si registrano 21. 052 nuovi casi di infezione, 662 decessi, 3. 517 i ricoverati in terapia intensiva. Otto regioni, più la provincia autonoma di Bolzano, sono alla vigilia di cambiare colore: Campania, Valle d’Aosta, Toscana e Bolzano passano da rosso ad arancione; Emilia-Romagna, Friuli, Marche, Puglia e Umbria diventano gialle. I negozianti sono pronti ad alzare le serrande per intercettare lo shopping di dicembre.

Natale al centro

Il Natale, però, resta al centro delle preoccupazioni del governo. Il Viminale schiererà 70mila agenti per far rispettare i divieti di spostamento tra le regioni, dopo il 21 dicembre. E tra i Comuni nei giorni fatidici del 25 e 26 dicembre, e del 1 gennaio. «A Natale con le riaperture previste dall’ultimo Dpcm, si intensificheranno anche i controlli affinché le festività non rovinino il lavoro fatto durante i mesi autunnali e non diventino la causa dell’avvento di una terza ondata».

La ministra ha diramato una circolare per le forze dell’ordine. È spiegato che ci saranno controlli sulle grande arterie stradali e ferroviarie. Che resta in vigore il coprifuoco serale. Che bisogna evitare gli assembramenti. E che i cittadini potranno violare i divieti solo autocertificando che si va ad aiutare un parente o un amico non autosufficiente. Monitoraggi ulteriori ci saranno in particolare alle frontiere e negli aeroporti.

Fare attenzione

«Dobbiamo stare attenti – ha ammonito ancora Lamorgese – perché abbiamo avuto l’esperienza dell’estate che non è stata positiva». «La linea dura è necessaria. Siamo ben consapevoli dei sacrifici che chiediamo – le ha fatto eco il ministro della Salute, Roberto Speranza – in una fase dell’anno delicata come quella delle festività natalizie, ma se abbassiamo la guardia rischiamo di trovarci in gennaio-febbraio, nella fase di start up di una vaccinazione importante che ci porterà finalmente fuori da questa crisi, con una nuova recrudescenza. E questo non possiamo permettercelo».

Il problema scuola

Il ministero dell’Interno ha schierato intanto i prefetti perché seguano il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori. In ogni provincia dovrà esserci un tavolo tra autorità scolastiche e responsabili del trasporto pubblico, a livello comunale o regionale. Dovranno «elaborare per tempo il documento operativo, previsto dalla norma». In caso di inerzie, il prefetto subentrerà. Sul ritorno a scuola il 7 gennaio, la ministra Lucia Azzolina è felice del ricorso ai prefetti. «Sono convinta che aver chiesto ai prefetti di darci una mano è la soluzione migliore. Nelle piccole province si è già pronti. Nelle città metropolitane, invece, ci vorrà un supplemento di lavoro». Comunque, ribadisce, la seconda ondata non è passata per la scuola. «Chi sostiene il contrario o non ha fornito i dati agli specialisti o è in malafede». E ora non c’è che sperare nella tenuta del sistema e dei tracciamenti. «Stiamo chiedendo per la scuola a partire da gennaio una corsia preferenziale per i test rapidi».

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