Veneto

Tra rosso e arancione poche isole gialle

Aggrappati all’Rt. Mentre l’Italia si tinge sempre più di arancio e di rosso, con Campania e Toscana che entrano in lockdown temperato e l’Emilia che abbassa le serrande a bar e ristoranti anche al mattino, Palazzo Chigi intravede nel calo dell’indice di contagiosità uno spiraglio per evitare il lockdown. «L’epidemia in Italia seppur intensificandosi per gravità sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente che recita il monitoraggio della settimana dal 2 all’8 novembre- sebbene ancora molto elevata, potrebbe costituire un segnale precoce di impatto delle misure di mitigazione introdotte a livello azionale e regionale dal 25 ottobre». Le parole che Conte aspettava di leggere e che si sostanziano nella discesa dall’1, 81 all’1, 43 dell’Rt. E nelle quali anche Speranza vede «la luce in fondo al tunnel». «Presto la scienza ci offrirà vaccini efficaci e sicuri, cure nuove, e nel giro di qualche mese saremo nelle condizioni di provare a programmare un’uscita da questa stagione così difficile, però – ha avvertito – sono mesi di resistenza».

Il rischio e la Toscana

Del resto il “suo” direttore della prevenzione Gianni Rezza rimarca che l’aumento dei ricoveri «giustifica chiaramente ulteriori misure restrittive che devono essere prese soprattutto nelle regioni che sono a rischio più elevato». Mentre il consulente di Speranza, Walter Ricciardi, da giorni va ripetendo che oramai troppi contagiati sfuggono ai test e pertanto l’unico trend che conta per capire come si sta muovendo l’epidemia è quello dei ricoveri e dei morti. Che nell’ultima settimana sono continuati a salire. Tanto da fargli dire, «non scommetterei un euro sulla possibilità di evitare il lockdown». Intanto il ministro della Salute firma l’ordinanza che facendo imbufalire De Luca spedisce la Campania e a sorpresa la Toscana in zona rossa, insieme a Calabria, Lombardia, Piemonte, Bolzano e Valle d’Aosta, già in semi-lockdown dalla scorsa settimana.

La decisione

Una decisione che suscita «sorpresa e amarezza» nel governatore toscano, Eugenio Giani, che vedeva «negli ultimi giorni i dati che tendevano a un lieve miglioramento». Ma poi marca le distanze dal collega campano affermando, «sono uomo delle istituzioni e rispetterò quanto deciso dal governo». Grazie alla discesa dell’Rt, in questo momento il monitoraggio promuoverebbe però Piemonte e Lombardia in fascia arancione e la Calabria persino in quella gialla. Ma questo si deciderà la prossima settimana con il nuovo report. Con la stessa ordinanza Emilia Romagna, Friuli e Marche vanno a fare compagnia ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria nella fascia arancione, che oltre a chiudere anche di giorno bar e ristoranti, vieta gli spostamenti dal proprio comune. Con le restrizioni più blande della fascia gialla restano oramai solo Veneto, Trentino, Lazio, Molise (l’unica a livello di rischio complessivo moderato ma tendente all’alto) e la Sardegna. Tutti movimenti dettati dall’andamento dell’epidemia. Ma anche dalla capacità dei sistemi sanitari regionali di reggere all’impatto dell’epidemia. Il report segnala «che sono riportate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali».

Il tracciamento

Il tracciamento dei contatti a rischio è poi sempre più un’impresa. Inoltre all’11 novembre 12 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica e terapia intensiva, che l’Iss indica rispettivamente nel 40 e nel 30% dei letti occupati da pazienti covid. Perché superate queste percentuali diventa difficile trovare un posto per tutte le altre categorie di malati. Ma il presidente della Federazione dei medici internisti ospedalieri, Dario Manfellotto, lancia il sospetto che il livello di saturazione dei letti sia più elevato di quello rilevato dall’Agenas sui dati forniti dal ministero della Salute. «In un giorno i 55mila letti di medicina sono diventati incredibilmente 60.722, peccato che nei nostri reparti che assistono il 70% dei pazienti Covid questo miracolo non si sia manifestato». Ma anche nelle Rsa è nuovamente allarme rosso. In tutta Italia si ne contano 233 contagi in una settimana, con punte di 56 in Piemonte e 51 in Emilia. Anche qui l’estate sembra essere trascorsa invano.

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close