Veneto

Treno sovraccarico, il capotreno non lo fa partire. Nuovo caos sulla Venezia-Adria

MESTRE. Altra giornata di caos sulla linea Adria-Mestre gestita da Sistemi Territoriali. Stipati come sardine in un solo vagone sul treno da Venezia ad Adria delle 14.19, i passeggeri si sono trovati con un mezzo insufficiente a contenerli. Che il numero di persone fosse di molto superiore al consentito è stato chiaro anche al capotreno che ha dunque deciso di non far ripartire il convoglio e chiamare la Polizia ferroviaria.

A raccontare l’odissea vissuta giovedì pomeriggio una pendolare che si è trovata a vivere quella che ha definito “una situazione assurda”. «Invece che 3 vagoni come al solito, è arrivato un solo vagone e anche dei treni vecchi. Scelta incomprensibile vista la mole di persone che usano il treno di quell’ora. Che ci fosse stato un problema di sicurezza è apparso subito chiaro. A Venezia il treno era già pieno, a Mestre è salita ancora molta gente e molta neanche è riuscita ad entrare, tanto che ci siamo ritrovati stipati come sardine ed addirittura ad occupare il bagno e la cabina del macchinista».

A quel punto c’è stato l’intervento del capotreno e della Polizia che ha deciso di far scendere molti passeggeri che hanno dovuto attendere il treno dopo, delle 15.40. «Il treno non ripartiva, i finestrini non si aprivano, una situazione assurda – racconta la pendolare-. Non sono mancati diverbi con il personale, dato che non ci venivano date notizie certe su cosa sarebbe accaduto. Mancava la sicurezza per ripartire e così abbiamo perso il pomeriggio per una situazione creata da chi gestisce i treni, che ha dato un chiaro segnale di non avere la minima idea dei bisogni dei propri utenti. Siamo esasperati, questa presa in giro deve finire, il servizio non funziona e da gennaio viviamo ogni giorno ritardi e disservizi».

L’accaduto è subito rimbalzato nelle chat dei pendolari e nei gruppi Facebook dedicati proprio ai disservizi della linea ferroviaria, a raccontare il disagio vissuto giovedì pomeriggio anche molte immagini postate sui social dagli stessi passeggeri. Tra i racconti anche quello di una mamma preoccupata per aver ricevuto dal figlio 14enne, che si trovava nel treno, un messaggio che descriveva come fossero “ammassati nell’unico vagone e mancasse l’aria”. Nelle ore successive molti pendolari, esasperati dalla situazione, si sono rivolti al programma televisivo “Striscia la Notizia” per “ottenere qualcosa”. Anche il comitato dei pendolari fa sapere che sta decidendo come intervenire dopo quanto successo e per riportare una volta per tutte la voce e i bisogni degli utenti al centro del servizio. 

Gaia Bortolussi

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