Trevigiano

Conte difende Salvini. Critiche dalla base leghista

Dicono che il sindaco all’inizio non ci credesse. Poi ha dovuto prendere atto di una cosa alla quale, se gliel’avessero raccontata, non avrebbe creduto. La vicinanza con Matteo Salvini fa male, in termini di popolarità e gradimento (e cioè di voti) per un leghista veneto.

Il post sotto accusa

Lo ha scoperto dopo aver pubblicato sulla sua pagina Facebook un post in cui difendeva l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo il rinvio a giudizio deciso dalla magistratura per il sequestro di persona di 147 naufraghi raccolti in mare dalla nave di salvataggio Open Arms. Dopo aver concluso il suo post con un “No a processi politici”, forse il sindaco l’ha pubblicato a cuor leggere, credendo, come in passato di trovarsi in “territorio amico”.

Una valanga di accuse da parte di suoi sostenitori

Molti, che nei commenti si dichiarano apertamente dalla stessa parte del sindaco di Treviso gli contestano questa presa di posizione. Si va dal: “Lei è un buon sindaco, non si sporchi con Zaia”, a chi gli fa notare senza mezzi termini di aver fatto “un brutto scivolone, anche per chi la difende come sindaco a spada tratta”. Molti elogiano apertamente Conte per il suo operato, ma lo avvertono: “Così perde punti”. Altri trevigiani lo pregano di lasciare separata Treviso da una “squallida vicenda di bassa propaganda fatta sulla pelle di povera gente”. Pochissimi i “salviniani”, la stragrande maggioranza delle reazioni sono negative e invitano il sindaco a prendere le distanze dal segretario “lumbard”. C’è anche chi dopo aver elogiato Conte per essersi sempre dato da fare, gli chiede di stare lontano da un “soggetto” (cioè Salvini) “che in vita sua ha sempre lavorato molto poco”.

“Che pensi a Treviso”

Ma è sull’indipendenza dell’amministrazione locale dai giochi politici nazionali che molti battono. “Continua ad amministrare bene Treviso e stattene lontano da personaggi indifendibili”. Oppure il leghista che scrive: “Spero solo che questa posizione sia dovuta a ordini dall’alto. Lei ha la mia stima e sono certo che non si sarebbe comportato così”. Insomma, nella provincia più leghista del Veneto stare dalla parte di Salvini viene considerato uno scivolone politico. Anzi, peggio: un autogol.

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