Trevigiano

Fingeva di inoculare il vaccino agli amici, infermiera indagata

Falso ideologico e omissione d’atti d’ufficio. Questi i reati di cui dovrà rispondere un’infermiera trevigiana di circa 50 anni, operativa presso l’hub vaccinale di Villorba: nei suoi confronti la Procura di Treviso ha aperto un’inchiesta dopo alcune segnalazioni per mancate inoculazioni di dosi di vaccino contro il Covid-19. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 2 settembre, gli agenti della squadra mobile sono intervenuti all’ex Maber per sequestrare i bidoncini di siringhe utilizzate dalla donna che è stata accompagnata in Questura per essere interrogata.

L’accusa

Pare che la 50enne abbia concesso ad una cerchia ristretta di amici, una decina in tutto, la possibilità di effettuare una finta vaccinazione per ottenere però un vero certificato, fondamentale ai fini dell’ottenimento del green pass. Gli “amici” riuscivano ad essere assegnati all’infermiera per la somministrazione del siero ma l’inoculazione però non avveniva.

Benazzi

Il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi ha commentato: «E’ un caso limitato ai conoscenti e certamente non alla gran massa di persone che sono state vaccinate e che continuano a vaccinarsi. Questa nostra collaboratrice ad oggi non è più in servizio».

Il precedente

Alcuni mesi fa era finita al centro di un’indagine analoga un’infermiera, accusata da un carabiniere in forza alla stazione di Roncade di non avergli inoculato il vaccino. I test dimostrarono che in effetti il militare non era stato vaccinato ma la Procura decise per l’archiviazione. Nel luglio scorso a finire nei guai fu invece un medico del centro vaccinale di Godega, accusato di aver cercato di ottenere il green pass offrendo cento euro ad un’impiegata interinale addetta a stilare i certificati vaccinali.

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