Veneto

Troppe abbuffate al pranzo di Natale. A Treviso oltre trenta malori

Aiuto, mi si sente male il nonno. È stato un pomeriggio natalizio d’inferno, martedì, per il Suem 118 del Ca’ Foncello di Treviso: sono state circa una trentina le telefonate di richiesta d’aiuto per malori accusati soprattutto da anziani durante il luculliano pranzo in famiglia. Per fortuna nessun caso grave, ma un super lavoro e frenesia totale al centralino del Ca’ Foncello per oltre due ore, dopo le 13 del 25 dicembre.Chiamate fotocopia, praticamente tutte identiche: parenti di persone anziane (tutte sopra i 75 anni, dicono al Suem) che telefonano perché il genitore o il nonno si è sentito male e ha perso i sensi dopo aver esagerato a tavola per il pranzo di Natale.

Sintomi tipici: una sorta di perdita di coscienza vigile, stato catatonico, respiro affannoso.«Una volta fatti sdraiare, si riprendono praticamente sempre, magari dopo aver vomitato», spiega il personale paramedico del Suem, pratico a questo tipo di emergenza di fine anno. Tanta paura, insomma, ma poi passa tutto. È stato comunque uno stillicidio di interventi, sia nei ristoranti, sia in pranzi domestici: diversi a Treviso città, ma le chiamate sono arrivate anche da Altivole, Giavera, Camalò, solo per citarne alcune.

La lista riferita dal Suem, come detto, ha toccato a fine giornata la trentina di casi.C’è chi esagera e ne paga le conseguenze. Succede quasi puntualmente, in occasione delle feste natalizie, ma quest’anno pare che gli anziani si siano particolarmente “impegnati” nel darci dentro.La giornata di Santo Stefano, da questo punto di vista, è trascorsa più tranquillamente per gli stessi operatori del 118 Nella giornata di ieri s’è registrata soltanto un’intossicazione da crostacei.

Vittima un’anziana che ha consumato il pranzo di Santo Stefano, assieme ad amici e familiari, in un hotel di Casale sul Sile. Immediato l’intervento dell’ambulanza del Suem a Casale. L’anziana di 91 anni è stata trasportata in condizioni serie all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove è stata sottoposta ad accurati esami che hanno escluso complicazioni tali da porla in pericolo di vita. Ha trascorso, però, una notte in via precauzionale in osservazione.

C.C.

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