Veneto

Tutti i vaccini in ritardo

Passano i giorni ma sul fronte dei vaccini per difendersi dal Covid si allontana la possibilità di avere certezze. Dopo Pfizer, anche AstraZeneca ha annunciato ritardi di produzione. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annuncia anche in questo caso azioni legali, ma nessun ricorso potrà restituire il tempo perso. Due giorni fa l’azienda britannica ha comunicato la riduzione del 60% del lotto totale di vaccini che consegnerà a Bruxelles nel primo trimestre del 2021. Il vaccino AstraZeneca non ha ancora ricevuto l’approvazione dell’Agenzia europea del farmaco, al contrario di quello sviluppato da Pfizer e quello di Moderna – ma è stato comunque già inserito nei calendari di somministrazione di vari Paesi europei che, ora, potrebbero essere costretti a rallentare, proprio quando si stanno diffondendo nuove varianti del Covid, ritenute più contagiose.

Interviene l’Europa

In attesa di un intervento europeo il piano vaccini va rivisto, nel migliore dei casi, un rallentamento è inevitabile, nonostante le rassicurazioni che in queste ore arrivano da Pfizer. Entro il 31 marzo saranno circa 15 milioni le dosi arrivate in Italia, insufficienti a garantire l’immunizzazione di 12 milioni di persone come era nei programmi del governo. Alle regioni, ieri, Arcuri, Boccia e Speranza hanno spiegato che le dosi in arrivo la prossima settimana verranno distribuite innanzitutto a chi era stato penalizzato dai ritardi degli ultimi giorni ed è in difficoltà con i richiami: la priorità è completare la somministrazione della seconda dose a chi ha fatto già la prima. Il quantitativo rimanente verrà poi distribuito in proporzione al numero di operatori sanitari e ospiti delle Rsa di ciascuna regione. Un criterio che ha fatto infuriare il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, dal momento che la sua regione ha meno operatori sanitari rispetto ad altre. Per gli “over 80” si comincerà da metà febbraio, ma appunto ad un ritmo ridotto rispetto alle previsioni.

Parla Conte

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha definito «inaccettabile» il ridimensionamento della capacità produttiva, e «preoccupanti» le notizie di cali nelle forniture, minacciando azioni legali anche contro AstraZeneca «per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale». «impedimento tecnico». Da AstraZeneca nessuna replica ufficiale, ma da fonti interne si viene a sapere che i problemi riguardano solamente uno stabilimento in Belgio e che si spera di rimediare presto, eventualmente anche dirottando la produzione di altri stabilimenti e che, in ogni caso, si tratta solo di un impedimento tecnico essendo il vaccino venduto ovunque e sempre al costo di produzione, senza profitti.

Stato contro Pfizer

Nel frattempo, domani l’Avvocatura terminerà gli approfondimenti e lo Stato procederà contro Pfizer con diffida per inadempimento sul territorio nazionale, esposto per potenziale danno alla salute presso una procura italiana, richiesta al foro di Bruxelles per inadempimento per conto del governo italiano e delle Regioni. Il governo deve poi affrontare l’allarme che arriva da diversi centri vaccinali regionali, tra cui Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna, sulla mancanza di siringhe di precisione. Arcuri smentisce: «È falso».

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close