Veneto

Un sorriso, una puntura per un grande gesto

Padova – Si sono messi in fila uno dopo l’altro e con il sorriso sulle labbra, si sono fatti vaccinare tutti e venti. Felici, perché quel vaccino contro l’influenza stagionale era il lasciapassare per far tornare in classe una loro compagna che l’antinfluenzale non poteva farlo e che non poteva nemmeno rischiare di prendersi qualche linea di febbre. È la storia di Vittoria Brianza e della terza elementare dell’istituto comprensivo di Baone, un piccolo centro sulle pendici dei Colli Euganei, nel Padovano.

Vittoria, 9 anni il 30 gennaio, il 13 ottobre 2017 era stata colpita da una leucemia che l’aveva costretta a stare a casa dalle lezioni: maestre e compagni si erano impegnati per non farle pesare le assenze da scuola. Ora Vittoria è guarita ed è potuta tornare a scuola, ma con l’arrivo dei primi freddi, la sua frequenza delle lezioni è di nuovo a rischio perché Vittoria non può ammalarsi né può vaccinarsi, per i postumi della leucemia e della chemioterapia. Così si sono prodigati i suoi compagni (a cui si sono aggiunti tre insegnanti e un gruppetto di genitori) per proteggerla con quella che, in medicina, si chiama immunità di gregge.
«Se infatti nella popolazione ci sono alti livelli di copertura vaccinale, questa impedisce di fatto la circolazione di virus e batteri – spiegano dall’Ulss 6 Euganea, che ha vaccinato l’intera scolaresca – quindi vengono protette dall’infezione anche le persone che come Vittoria, per il loro quadro clinico, non possono essere vaccinate».

«È stata una cosa fantastica, meravigliosa, non smetterò mai di ringraziarli tutti racconta Federica Berto, mamma di Vittoria e insegnante alla scuola dell’infanzia dello stesso istituto comprensivo di Baone L’immunodepressione di Vittoria è dovuta alle cure per la leucemia. Ora ha ripreso la scuola, ha ricominciato una vita abbastanza normale, anche se l’immunodepressione rimane e basta un virus come quello dell’influenza per mettere in pericolo la sua salute. Oltretutto non può vaccinarsi a causa della chemioterapia».

Era stata lei lo scorso ottobre a chiedere l’aiuto alla classe di Vittoria, senza trovare nessuna resistenza né da parte dell’istituto né dei genitori, per un vaccino che è solo consigliato a differenza dei dieci resi obbligatori dalla legge.
«Ringrazio tutti, sono stati fantastici – continua la mamma della piccola – L’anno scorso i bimbi sono venuti qui a Natale a cantare le canzoni e lei li ha salutati dalla finestra perché non poteva avere contatti con nessuno nelle prime fasi della cura. Ora si sono vaccinati tutti per lei».

Una scelta che ha fatto esultare anche i vertici dell’Ulss 6. «Gesti come questo – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – hanno una grande importanza nel concreto, ma anche un significativo valore simbolico: ci fanno ben sperare per il futuro».

 

Giuliana Lucca

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