Veneto

Vendemmia 2019

E’ ancora presto per fare delle previsioni sulla prossima vendemmia. Lo si può notare dalle immagini che abbiamo scattato nel coneglianese, non sono i vigneti delle colline del Prosecco Valdobbiadene, ma possiamo immaginare che anche lì i vigneti stiano aspettando il solstizio.

Il parere

Comunque sia, abbiamo sentito il parere di chi nelle vigne ci ha lavorato e ci lavora. Walter P.: “E’ ancora presto per fare prognostici! E dalla mia esperienza come ogni anno dovremo fare i conti con la grandine”. Il nostro Walter P. conosce bene i vigneti della zona del “Valdobbiadene” perché è lì che ha lavorato per molti anni.

Prosecco o champagne?

Oggi, quindi, noi de https://www.ilsestantenews.it ci concediamo l’onore di parlare del Prosecco docg. Vino tra i più popolari, se non il più popolare in Italia e conosciuto in gran parte del mondo. Il Prosecco si distingue dal suo colore d’orato e dalle sue innumerevoli bollicine. Non è così! Il Prosecco non si deve assolutamente confondere con uno spumante. Potremmo azzardarci e dire che è ineguagliabile. Spesso viene paragonato ad uno Champagne, ma con lo Champagne “made in France” non ha niente in comune. Il costo è diverso! Poi, lo Champagne non può essere messo in commercio se non prima fatto invecchiare di tre anni. Lo Champagne può accompagnarci per l’intera cena, al contrario il Prosecco rimane il vino per antonomasia da aperitivo. Poi, il Prosecco docg una volta imbottigliato è pronto per essere servito, et voilat!

Ma cos’è che fa la differenza? La differenza la fa l’uva.

L’uva glera

Ebbene si, il Prosecco è il vino e glera è l’uva. Il Prosecco è quello con l’etichetta “docg”, ovvero a denominazione d’origine controllata e garantita. Prosecco è solo quello che viene prodotto negli impianti glera, nell’area adibita a tale produzione. Quindi non è prosecco quello che viene prodotto da uva glera in altre zone. Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha più volte detto, sia a fine stagione 2018 che alla più recente Fiera di Godega, all’annuale convegno sul Prosecco, che la Regione Veneto non autorizzerà ampliamenti a detta produzione, che già occupa 1/3 dell’intera superficie coltivata. Lancia un altro messaggio alla platea industriale: “Rimanete concorrenziali”. Si riferisce al prezzo, alla qualità del prodotto e al rispetto del territorio.

Effetto Brexit

Sono giorni difficili un po’ per tutti. L’agenzia ANSA, ha annunciato che senza accordi bilaterali con la Gran Bretagna, le esportazioni dall’Italia sarebbero penalizzate e non di poco. La Presidente del Consorzio Tutela Prosecco docg  Innocente Nardi, ha già parlato di un rischio commerciale grosso. “La Brexit ci costerebbe un gioco di bilancio pari a circa settecento milioni, tradotti, in centoventi milioni di bottiglie che potrebbero rimanere spiazzate. Per quanto poco non possiamo pensare di tenere sempre botta. Questo significa che se effettivamente il Regno Unito uscisse dall’Unione Europea in maniera definitiva, probabilmente riusciremmo ad ottenere un prolungamento di due anni sulle esportazioni ma poi verrebbero ad imporsi i dazi e tutto quello che ci corre dietro. Perdere una fetta così importante di business e di marketing, nuocerebbe all’intero apparato produttivo – industriale, ai produttori di Prosecco con etichetta e di tutti coloro che con questa produzione ci ha fatto i soldi o ci fa i soldi o semplicemente si guadagna il mensile”.

Brexit si o no?

Dicono che l’esperienza insegna: il “non è per sempre” potrebbe tradursi in un cambio di direzione del mercato produttivo? Ma in quale direzione potremmo andare? Se pensiamo ai nostri nonni che vivevano grazie alla produzione dei bachi da seta e ora le ex-filande non esistono. Potremmo pensare di chiedere alle grandi agenzie di marketing di elaborare un nuovo business-plan per garantirci un nuovo futuro? Beh stiamo a vedere cosa accadrà il 29 marzo. Brexit si o Brexit no?

Mauriel Cozzi

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