Veneto

Veneto ancora giallo ma Zaia attacca l’Europa per i vaccini

Tutto come previsto, l’Rt schizzato a 0,92 non mette nei guai il Veneto che ottiene la conferma della zona gialla: ciò consente libertà di manovra all’interno della regione, bar e ristoranti aperti fino alle 18. Zaia, nel giorno in cui presenta la squadra dei nuovi 13 Dg della sanità, concede una rapida lettura del bollettino sanitario che presenta alcuni problemi, a partire dall’incremento dei positivi.«Prendiamo atto della conferma del Veneto in area gialla, ma non si tratta di un gioco a premi, e dobbiamo farlo con senso di responsabilità. Non è un segnale che ci dice che è finita, ma che ci invita a tenere la guardia alta. Per rendersene conto, basta guardare la cartina dell’Italia, dove sempre più Regioni si stanno colorando di arancione.

La nota di Zaia

Attorno a noi il virus sta crescendo», spiega il presidente in una nota. «In Veneto registriamo un calo dei ricoveri da 55 giorni consecutivi e abbiamo potuto liberare 2.100 letti dei 3.400 che siamo arrivati a occupare. Abbiamo anche decollassato le terapie intensive che ora ospitano per fortuna solo 134 malati. Però è anche vero che ci si attende una terza fase, nella speranza che ciò non accada o lo faccia in entità limitata. Bisogna quindi tenere la guardia alta e rispettare tutte le regole di comportamento e igiene, avendo coscienza che ne usciremo, ma anche che un ruolo fondamentale lo avrà la partita dei vaccini», spiega il presidente. Che poi rilancia un tema a lui caro: lo standing internazionale di Mario Draghi come carta vincente per la sfida dei vaccini che penalizza l’Italia. «L’Europa ne esce debole da questa vicenda dei vaccini, è evidente che altri Paesi in giro per il mondo hanno fatto contratti migliori. Vengono in mente i giudizi che si davano a scuola: è bravo ma non si applica, potrebbe fare di più».

I dati e la polemica

Poi un’occhiata alla statistica: l’ultimo bollettino dà conto di 1.174 positivi (con un’incidenza del 3,05%). «Oggi abbiamo 23.439 positivi, è il primo giorno che il dato aumenta». La polemica sui ritardi dell’Europa non convince Alessandra Moretti (Pd). «Temo che le polemiche contro l’Europa sui vaccini, locali e nazionali, siano strumentali a coprire le errori e inefficienze del Veneto: se non ci fosse stata l’Unione Europea ogni Paese sarebbe andato in ordine sparso offrendo alle aziende farmaceutiche la possibilità di giocare al rialzo sui prezzi. L’Unione Europea ha concordato la fornitura per oltre 400 milioni di dosi per 446 milioni di cittadini. La Gran Bretagna ne ha acquistate 140 milioni per 66 milioni di cittadini. In Israele ci sono 8 milioni di cittadini. I numeri sono quindi tra loro molto diversi e rendono ogni paragone del tutto improprio».

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