Veneto

Veneto forza la mano

Preoccupato per lo stop agli impianti di sci che rischia di mettere in ginocchio il business neve nel paradiso delle Dolomiti, Luca Zaia vara l’operazione anti-assembramento per lo shopping di Natale: i centri commerciali dovranno indicare il numero massimo di persone che possono entrare. Viene introdotta una tabella che regola gli accessi: nei negozi fino a 40 metri quadri è ammesso un solo cliente alla volta. Che diventano 12 nei centri commerciali di 250 mq e uno ogni 30 mq per le superfici più grandi (vedi tabella sopra il titolo). L’obiettivo è lampante: evitare code e affollamenti da stadio per i regali da mettere sotto l’albero. Non basta la mascherina per evitare il contagio, ci vuole la massima prudenza mentre si fa incetta di panettoni e spumante per il cenone in famiglia.

Bar e ristoranti nel mirino

Assoluto rigore anche nei bar e ristoranti: menu solo con codice digitale, al massimo 4 persone per tavolo, vietato il passaggio dell’oliera e di qualsiasi buffet. E così per lo spritz nei bar: dalle 15 alle 18 si consuma seduti e con la mascherina bene incollata sul naso. Chi sgarra rischia la multa da 4 mila euro. Non solo il cliente, ma anche il gestore del locale. Norme dettate dal Cts guidato da Brusaferro e inserite nella nuova ordinanza firmata ieri dal presidente Luca Zaia che suscitano le prime reazioni negative delle categorie. Con un coro unanime insorgono l’Appe e l’Ascom, mentre la Confesercenti ribatte: «Forse è il caso di chiudere. Ciò che preoccupa è la responsabilità del negoziante o del gestore del centro commerciale a far rispettare gli obblighi (mascherina e distanza e gel) al di fuori del negozio per le persone in attesa di entrare. Diventa impossibile per tante piccole attività il rispetto delle norme», scrive la Confesercenti.

Zaia chiede sacrificio

Zaia nel suo tg web ha fatto il pompiere con qualche ora d’anticipo prima che divampasse il fuoco della polemica: «Penso che non ci sarà il bisogno di multare proprio nessuno, il mio è un appello alla collaborazione. Invece di criticare a vanvera, conviene riflettere sui 3400 morti e i 40 mila positivi al Covid».Poi con la solita diplomazia ha spiegato la “ratio” dell’ordinanza: i “modesti” sacrifici chiesti ai clienti e ai commercianti sono il pegno da pagare per conservare la libertà assoluta di movimento, senza limiti tra i comuni, che solo la “zona gialla plus” ha garantito fin dal 24 ottobre, ha spiegato il governatore. In Lombardia tutti i negozi tranne gli alimentari sono chiusi 7 giorni su 7, bar e ristoranti compresi, mentre in Emilia Romagna e Friuli si resta confinati nel comune di residenza. Volete che anche il Veneto retroceda in serie B e C? Ragionateci un po’ sopra…

Nuovo dpcm

La stretta dura fino al 4 dicembre, poi scatterà il nuovo Dpcm Conte con le prescrizioni per il periodo natalizio. E ci sarà poco da festeggiare. Gli ultimi dati del Veneto sono invece confortanti: l’Rt si è abbassato verso l’1 per cento mentre continua la forte pressione sugli ospedali con 2.475 persone ricoverate e altre 326 entrare in terapia intensiva, 3.403 i deceduti. Basta per guardare con serenità al Natale? Zaia ha un solo rammarico: nel decreto Ristori ter il Veneto è rimasto a bocca asciutta, una «ingiustizia cui va posto rimedio: la mia ordinanza è stata condivisa dal ministro Speranza».

Il problema ristori

Le assicurazioni del sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta che ha promesso ristori in base alla perdita di fatturato per tutte le aziende a prescindere dal colore delle zone, non bastano a cambiare l’umore del presidente. Ci vuole un decreto ad hoc, che il governo dovrà scrivere per il Lazio, la Sardegna, il Molise, la provincia di Trento e il Veneto, le uniche zone gialle d’Italia che meritano l’Oscar per come hanno saputo gestire la pandemia. L’ultima novità riguarda i pediatri di libera scelta che hanno firmato l’accordo per effettuare i tamponi ai bambini. Dopo i medici di famiglia, la squadra si allarga per dare un ulteriore contributo allo screening di massa del Covid. All’appello mancano solo i dentisti e i veterinari.

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