Veneto

Veneto mancano 75 mila dosi e Flor è preoccupato

Una doccia fredda. Che mette fine a tutti gli entusiasmi. «Siamo molto preoccupati e bisogna trovare il coraggio di dire che hanno sbagliato le previsioni. Dal ministero della Salute arrivano notizie di pesanti tagli alle forniture dei vaccini Pfizer e AstraZeneca. Tutte le Regioni dovranno rivedere i loro piani: in Veneto per completare il primo target di 185 mila persone delle fasce più a rischio ci mancano 75 mila dosi. Con le fiale già in magazzino e quelle in arrivo da Arcuri possiamo garantire la copertura del doppio richiamo a 110 mila persone» spiega Luciano Flor, segretario generale della sanità veneta.

L’incontro con i ministri

Sabato sera il confronto tra i governatori, il commissario Arcuri e i ministri Speranza e Boccia ha confermato che se il vaccino è il passaporto indispensabile per battere il Covid e far ripartire l’economia, sarà bene fare i conti con la realtà e armarsi di pazienza. L’immunità di gregge si costruisce in base alle forniture delle aziende e non per intercessione divina: Pfizer e AstraZeneca hanno annunciato tagli unilaterali ai contratti con l’Ue già pagati. Il premier Conte intende dare battaglia in tribunale per rialzare la testa dalla crisi di governo, ma c’è solo il rischio di perdere tempo. Due numeri per restare con i piedi per terra: Pzifer si è impegnata a fornire 8 milioni di dosi all’Italia nel primo trimestre e al Veneto ne spettano 648 mila, pari all’8,1% della popolazione. AstraZeneca, nato dalla sinergia tra Italia e Oxford e non autorizzato dall’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha impegni per 16,4 milioni di dosi fino a marzo e al Veneto ne spetterebbero 1.344.600 ma Arcuri ha annunciato che la società inglese taglierà del 60% le forniture. Tirate le somme, si scende a 537.840 dosi teoriche, che diventano un miraggio, anche se la Gran Bretagna sta già vaccinando milioni di persone con la monodose AtraZeneca.

Nessuna illusione

Qual è la realtà?Il Veneto con la Campania guida la classifica delle regioni leader per i vaccini somministrati: l’82 per cento delle dosi Pfizer e Moderna sono state iniettate. Basta per essere ottimisti?«No. Credo sia il caso di frenare gli entusiasmi, dire che l’Italia ha già vaccinato 1,3 milioni di persone e così la Germania e la Francia rischia di creare illusioni perché la sfida dell’immunità di gregge è molto lunga. Il Veneto nel giro di 2 mesi ha vaccinato lo stesso numero di persone contro l’influenza, per noi è routine. La macchina sanitaria garantisce efficienza e qualità con gli appuntamenti programmati, senza code e caos negli ambulatori. Per battere il Covid ci vuole il vaccino che purtroppo manca perché tutto il mondo lo pretende: se ce ne dessero 100 mila dosi a tranches in 40 settimane potremmo raggiungere l’immunità di gregge in Veneto. Arcuri però a febbraio ci garantirà al massimo 20 mila dosi», spiega Luciano Flor.

L’amarezza

L’analisi dei numeri aiuta a capire quanto delicata sia la fase 1, riservata a 185 mila persone in prima linea nella lotta alla pandemia. «Noi le regole le abbiamo rispettate. 110-120 mila le persone già vaccinate in 25 giorni con 40 mila dosi accantonate per i richiami. La prossima fornitura di Arcuri ci garantirà altre 50 mila dosi: si tratta dell’arretrato decurtato e della consegna settimanale di Pfizer. E siamo a 90 mila. A febbraio sono attese tranches tutte da stabilire, ma almeno 20 mila dosi sono già bloccate per completare i richiami» spiega Flor. Tirate le somme siamo a 110 mila persone immunizzate contro le 185 mila del target 1: si tratta di 60 mila dipendenti degli ospedali e delle Usl, «compreso il personale amministrativo che è fondamentale per garantire l’efficienza del sistema. Certe polemiche sono assurde. Poi ci sono 60 mila tra anziani e personale delle Rsa e infine i servizi territoriali. Spero che Arcuri a febbraio ci mandi 50 mila dosi, ma se Pfizer e AstraZeneca hanno tagliato i loro impegni contrattuali credo si debba osare l’impossibile: con il via libera dell’Ema bisogna avviare i contatti per lo Sputnik russo e il cinese Sinovac. Quanto a Moderna, ci sono arrivate solo 7-8 mila dosi», conclude amareggiato Luciano Flor.

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