Veneto

Veneto quasi sicuro del giallo

Da domenica cambierà ancora la mappa colorata dell’Italia che torna a tingersi sempre più di giallo. Oggi è prevista la cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità con l’esame del monitoraggio settimanale sulle aree di rischio (dal 18 al 24 gennaio), poi sarà l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza a stabilire le tonalità dei territori. «I parametri sono tutti in calo per effetto delle limitazioni del decreto Natale, anche se ricoveri e terapie intensive restano sopra la soglia d’allerta, rispettivamente in cinque e sei regioni», rileva la Fondazione Gimbe. I governatori però sono in fibrillazione e riaccendono le polemiche con il ministro Speranza. Se Calabria, Veneto ed Emilia Romagna sono quasi sicure di tornare gialle, rischiano invece di rimanere in zona arancione Lombardia, Lazio e Piemonte. Così come Sardegna, Val d’Aosta, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia.

Le certezze

La Sicilia potrebbe passare dal rosso all’arancio, bocciata invece la provincia di Bolzano, l’unica indiziata a trovarsi ancora in lockdown. Come hanno spiegato i tecnici della Salute ai governatori arrabbiati servono 14 giorni consecutivi con i parametri “da giallo” per essere promossi. Visto che la maggior parte dei provvedimenti restrittivi è in vigore dal 15 gennaio il passaggio potrebbe verificarsi da domenica 7 febbraio, sempre che l’Rt sia sotto l’1. Il dubbio verrà sciolto oggi dai tecnici. Confermato il rischio basso in Toscana, Campania, provincia di Trento, Molise e Basilicata. Il governatore sardo Christian Solinas ha già annunciato ricorso ritenendo la permanenza in arancione «immotivata». Marco Marsilio, presidente dell’Abruzzo, attacca: «Il nostro indice Rt è a una media dello 0,81, ci aspettiamo di passare in fascia gialla da domenica». La Lombardia, già in polemica con il governo e l’Iss, è migrata dal rosso all’arancione grazie alla rettifica dei dati, ma dovrà aspettare almeno un’altra settimana per entrare nella fascia migliore. I cambi di colore sono molto attesi dalle attività economiche, a partire da bar e ristoranti costretti al solo asporto e che aspirano a tornare in giallo per accogliere i clienti e tenere aperto fino alle 18.

I dati

Un altro braccio di ferro tra regioni ed esecutivo è in corso sui dati resi noti da Bruxelles che ha inserito la provincia di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia in zona rosso scuro, quella che prevede test e quarantena obbligatoria per spostarsi nei Paesi europei. Massimiliano Fedriga, numero uno del Friuli, ha giudicato «vergognosa» la decisione del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie. Bolzano si è difesa dicendo che l’incidenza risulta così alta «perché facciamo moltissimi test». In serata è il leader dei governatori, Stefano Bonaccini, a chiedere a Speranza un intervento a tutela delle regioni, temendo ripercussioni «in termini di immagine, in particolare per il comparto turistico». Nonostante i singoli parametri siano buoni, la curva dell’epidemia non inverte il trend. Nelle ultime 24 ore si registrano 14.372 nuovi casi e 492 morti. I tamponi effettuati sono stati 275.179 con un tasso di positività al 5,2%.Intanto, i presidenti vanno in pressing anche sulla riapertura degli impianti sciistici attesa il 15 febbraio e hanno consegnato una proposta che aggiorna le nuove linee guida.

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